fbpx
Accenni di criminal profiling: Vittimologia - CriminalMente
vittimologia

Siamo giunti all’ultimo concetto su cui opera il Profiler: la vittimologia. Questo è uno dei concetti portanti e fondamentali per una molteplicità di ragioni: la prima concerne l’aspetto umano, la seconda è di carattere prettamente criminologico.

Vittimologia: l’aspetto umano

Siamo una società in cui il macabro attrae molto di più che un lieto evento e questo comporta che, dinanzi ad un crimine efferato, ci si fermi a studiare e ricordare il killer e non la/le vittima/e. Questo è un dato fattuale e provarlo è semplice. Se chiedessimo ad un passante chi è Gianfranco Stevanin, questo spalancherebbe gli occhi e la bocca e ci saprebbe dire di chi stiamo parlando. Se invece provassimo a chiedere chi sono le vittime seviziate, torturate, stuprate e uccise dallo Stevanin NESSUNO saprebbe dirci i loro nomi, la loro storia e la loro vita prima di quel fatale incontro. Ritengo assolutamente necessario iniziare a dare una voce, un volto e un nome alle vittime.

Ragione di carattere criminologico

Il corpo della vittima e/o delle vittime parla e racconta una storia; il corpo, la sua posizione, la presenza o meno di vestiti, le ferite inferte (come, dove e quante), tutto ciò che riguarda la vittima ci dice qualcosa. Nulla deve essere lasciato al caso; tutto deve essere letto nei minimi dettagli e niente è realmente ciò che sembra. Il SI riversa sulla scena del crimine e sui corpi delle sue vittime ciò che è, quello che sente, quello che pensa di essere. Anche la scelta delle vittime ci racconta qualcosa del SI: l’età, il sesso, la razza, il colore dei capelli, la statura, segni particolari. Tutto ha un senso anche quando sembra non averne.

Relativamente alla vittima si dovranno raccogliere le informazioni più dettagliate su: 

1. Stile di vita 

2. Impiego 

3. Personalità 

4. Amicizie (tipo, numero) 

5. Entrate (ammontare, fonte) 

6. Famiglia 7. Uso o abuso di droga o alcol 

8. Abbigliamento usuale 

9. Handicap 

10. Mezzi di trasporto 

11. Reputazione, abitudini, timori 

12. Stato civile 

13. Abitudini riguardo agli appuntamenti 

14. Attività di svago 

15. Precedenti penali 

16. Sicurezza di sé, grado di assertività 

17. Preferenze ed avversioni 

18. Eventi significativi che hanno preceduto il crimine 

19. Attività precedenti al crimine.

Poi, ovviamente, entrano in gioco tutti gli aspetti prettamente tecnici che attengono alla criminalistica: genetica forense, balistica, medicina legale, ecc..

Lo studio approfondito e minuzioso della vittima si rivela spesso uno degli strumenti investigativi più utili a classificare e risolvere crimini violenti.

Le vittime devono essere ricordate e non solo come “le povere vittime di…”, ma come persone con un nome, un cognome e una storia. 

Iniziamo dalle vittime di Gianfranco Stevanin, che sicuramente tutti conoscete. 

  • Maria Luisa Mezzari (violenza sessuale)
  • Gabriele Musger (violenza sessuale e sequestro di persona)  
  • Biljana Pavlovic (omicidio)  
  • Claudia Pulejo (omicidio)
  • Blazenca Smolijo (omicidio)
  • omicidio di una ragazza sconosciuta
  • omicidio di una ragazza sconosciuta

Inoltre è attribuito a Stevanin l’omicidio di Roswita Adlassing, vista per l’ultima volta con Stevanin, ma il cadavere non è mai stato ritrovato. Sarebbe la sesta vittima. L’omicidio sarebbe stato commesso l’8 maggio 1993.

Sharon Angelucci

Autrice Freelance

Riproduzione Riservata.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: