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Accenni di Criminal Profiling
criminal profiling

Molto spesso si sente parlare di Criminal Profiling, ma cos’è nella realtà fattuale? Cosa fa il profiler e qual è il suo ruolo? Cerchiamo di capirlo insieme. Prima di addentrarci nelle specificità del criminal profiling, occorre fare delle premesse fondamentali. 

La Criminologia nell’ordinamento italiano

L’ordinamento italiano vieta tout court la perizia criminologica e lo esplicita all’art.220, c.2 del codice di procedura penale che recita: “ Salvo ai fini dell’esecuzione della pena  o della misura di sicurezza, non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità o la professionalità del reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell’imputato e in genere le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche”.

In queste righe c’è il senso degli studi criminologici. Dunque, dove si inserisce la figura del criminologo all’interno dell’ordinamento processuale penale italiano? Si inserisce nella fase delle “Indagini Preliminari”. Questa fase è uno snodo fondamentale del procedimento penale in quanto, al termine di questa, saranno decise le sorti del procedimento penale: archiviazione (non si va a processo) o rinvio a giudizio (si va a processo dinnanzi all’organo giudicante competente).

I soggetti che ivi si inseriscono sono il Pubblico Ministero (organo imprescindibile che supervisiona tutte le attività di indagine che vengono poste in essere), la polizia giudiziaria, gli avvocati e i consulenti tecnici. Ecco allora dove troviamo inserita la figura del criminologo.

Concentreremo l’attenzione sul contributo che lo studioso di fenomeni criminosi può offrire in termini di ricostruzione della dinamica dell’evento e di individuazione dei tratti personologici di chi lo ha commesso.

Concetti cardine del criminal profiling

Prima di poter agire, il profiler ha la necessità di studiare la scena del crimine e tutti i rilevamenti e gli accertamenti che i soggetti preposti pongono in essere (Criminalistica) in quanto, anche la scena di un crimine, può fornire informazioni sull’autore del reato, sul suo stato mentale, sul suo rapporto con la vittima. Una volta ottenute queste informazioni imprescindibili, il profiler stende il proprio profilo tenendo conto di 5 concetti cardine:

⚫️ Classificazione organizzato/disorganizzato: il carattere dell’offender si proietta sulla scena del crimine

⚫️ Modus operandi: modalità con cui il criminale pone in essere il comportamento illecito. Appare dinamico, soggetto ad evoluzione, in base a quanto il criminale apprende con l’esperienza. L’offender tende a modificare il M.O. al fine di trarre dal reato il massimo beneficio, minimizzando il rischio di essere identificato e catturato. 

⚫️ Personation e Signature: la proiezione, sul crimine e – di conseguenza – sulla scena, delle fantasie che l’offender elabora prima di passare all’atto. Comportamento che va oltre ciò che è strettamente necessario per l’esecuzione del crimine, rendendo originale ed unica la condotta dell’offender. La ripetizione, in più crimini, di tale processo, prende il nome, appunto, di signature. Quest’ultima, in gergo, si conosce come firma del serial Killer. Usiamo questo termine per indicare quei soggetti che compiono almeno tre omicidi.

⚫️ Staging: la deliberata alterazione della scena del crimine da parte dell’offender o di altro soggetto prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

⚫️ Vittimologia: una delle fasi cruciali è proprio lo studio della vittima; deve essere uno studio completo, a 360 gradi di tutta la sua vita. Spesso si rivela essere lo strumento risolutivo della fattispecie criminosa presa in esame.

Sharon Angelucci

Autrice Freelance

Riproduzione Riservata.

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