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Affidi illeciti a Reggio Emilia: l'inchiesta “Angeli e Demoni” - CriminalMente
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Affidi illeciti a Reggio Emilia: l’inchiesta “Angeli e Demoni”. Proseguono le indagini sui presunti affidi illeciti di minori nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” portata avanti dalla Procura di Reggio Emilia. Potrebbero essere centinaia i bambini manipolati, fino a raccontare di violenze in realtà mai subite da parte dei genitori e circa trenta il numero di adulti coinvolti nell’inchiesta. Psicologi, psicoterapeuti e personale dei servizi sociali che avrebbero contribuito a rendere i bambini vittime di pressioni e “lavaggi del cervello” per poi affidarli ad amici e conoscenti.



Stando all’ordinanza emessa dal gip, che ha confermato gli arresti domiciliari anche per il Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, i terapeuti coinvolti avrebbero sottoposto i bambini a microimpulsi elettrici al fine di alterare i loro ricordi in prossimità delle udienze in Tribunale, oltre ad esercitare forti pressioni psicologiche che si sarebbero spinte fino a imporre un orientamento sessuale ai minori affidati a coppie omosessuali.

Affidi illeciti a Reggio Emilia: l'inchiesta “Angeli e Demoni”

Affidi illeciti a Reggio Emilia: l’inchiesta “Angeli e Demoni”. Gli indagati

Al centro delle indagini la struttura Hansel e Gretel”, un centro di Moncalieri specializzato in abusi sui minori, e Claudio Foti, un professionista specializzato nel far emergere i ricordi familiari dei bambini. Foti, oltre a gestire la onlus torinese, è stato giudice onorario del Tribunale dei minori per 12 anni. Secondo i magistrati che ne hanno disposto l’arresto, lui e la compagna suggerivano ai piccoli cosa ricordare e cosa dire, costruendo falsi ricordi di violenze mai esistite.

Affidi illeciti a Reggio Emilia: l'inchiesta “Angeli e Demoni”

Oltre al primo cittadino di Bibbiano, sono coinvolti nelle indagini due suoi ex colleghi. Paolo Colli, che era Sindaco di Montecchio Emilia, e Paolo Burani, a capo della giunta di Cavriago quando si sarebbero svolti i fatti.

L’elevato numero di bambini dati in affido, oltre cento, risulta da un documento contabile fornito congiuntamente alla richiesta di aumentare il budget a disposizione dei servizi sociali della Val d’Enza così da portarlo a circa 200.000 euro, una cifra ritenuta eccessivamente alta per un territorio di 8 comuni e 60mila abitanti e che ha dato il via agli accertamenti del caso.



I numeri dell’inchiesta

Ed è proprio dai dati a supporto della richiesta di maggiori risorse finanziarie che è possibile una visione d’insieme su quanto accaduto in zona negli ultimi anni. Nel 2015 i minori che risultavano in un struttura protetta o casa famiglia erano 18, saliti a 33 nel 2016 e a 40 nel 2017, mentre ne risultavano 34 solo nei primi sei mesi del 2018.

I bambini dati in affido erano del tutto assenti nel 2015 ma già nel 2016 diventano 104, mentre sono 110 nel 2017. Se ne registrano 92 nei primi sei mesi del 2018. Dai dati emergerebbe anche un aumento, nel corso degli anni, di minori presi in carico per presunti casi di violenza.



Mentre l’inchiesta “Angeli e Demoni” prosegue, emergono punti di contatto e nomi comuni a casi di presunti abusi e successivi affidi risalenti anche a 20 anni fa, come sottolineato da varie trasmissioni televisive e articoli di approfondimento. Stando alle ultime indiscrezioni, diversi procedimenti già archiviati potrebbero essere rivisti.

Increduli e sgomenti i residenti, che hanno già posto in essere varie manifestazioni pubbliche a sostegno dei diritti dei minori e delle loro famiglie chiedendo la punizione dei colpevoli e che simili casi non si ripetano mai più.

 

Mariarita Cupersito

Autrice Freelance





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