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omicidio di Jessica Valentina Faoro

Ci sono degli aggiornamenti sull’omicidio di Jessica Valentina Faoro. Alessandro Garlaschi dichiara di essersi solamente difeso.



Secondo il tranviere, Jessica Valentina Faoro aveva un coltello e ha cercato di ferirlo, solo allora Garlaschi si sarebbe difeso finendo per colpirla allo stomaco. Tutto sarebbe nato, secondo l’uomo, a causa di un litigio per un film.

omicidio di Jessica Valentina Faoro

L’omicidio di Jessica Valentina Faoro

L’omicidio è avvenuto qualche giorno fa, il 7 febbraio, in un appartamento in via Brioschi a Milano. La ragazza si era appena trasferita nella casa che Alessandro Garlaschi, fermato per l’omicidio, condivideva con la moglie, che è risultata completamente estranea alla vicenda.

Dalle dichiarazioni del tranviere lui ha “rigirato il coltello che aveva in mano” e l’ha “colpita allo stomaco”. Inoltre, nega che l’accaduto sia scaturito a causa di un approccio sessuale, bensì parla di un litigio avvenuto per un film. I fatti ancora non sono chiari e le indagini della squadra mobile della Questura proseguono, dirette dal pm Cristina Roveda.

Gli investigatori continuano a lavorare sulla dichiarazione fornita da Garlaschi, che, pur non risultando molto credibile, per ora è l’unica a disposizione. Maggiori conferme si avranno una volta completate le analisi tecniche sulle ferite alle mani dell’indagato, che afferma di essersele causate per difendersi dalla vittima. Resta ancora da stabilire quando verrà effettuata l’autopsia e, di conseguenza, il giorno in cui si terrà il funerale.

omicidio di Jessica Valentina Faoro

La ricostruzione della notte dell’omicidio

La sera dell’omicidio, nell’appartamento erano presenti solamente Jessica Valentina Faoro e Garlaschi. La moglie si trovava a casa della madre, dove avrebbe passato la notte. Da quanto riportato i due avrebbero litigato per un film. Secondo gli investigatori l’uomo l’avrebbe colpita allo stomaco dopo essere stato rifiutato. In seguito l’avrebbe colpita altre volte al petto. I colpi inferti, in totale, sono stati più di dieci. Dalle ricostruzioni Garlaschi avrebbe anche provato a nascondere il corpo, prima bruciandolo (come risulta da alcune bruciature sul corpo), poi avvolgendolo nel cellophane e  nascondendolo in un borsone. Alla fine sembra che abbia rinunciato e che sia sceso in portineria, sporco di sangue, dicendo di aver fatto un guaio. Solamente nel pomeriggio è stato portato in questura.

Al termine dell’interrogatorio l’indagato è stato trasferito. Ora si trova, sorvegliato a vista, all’interno del centro di osservazione neuropsichiatrica del carcere di San Vittore. Il provvedimento di fermo del pm è stato motivato in una trentina di pagine, in cui sono spiegate le dinamiche del delitto.

Francesca Guidi

Redazione CriminalMente



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