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Aggredirono due minorenni

Aggredirono due minorenni. Tre condanne. Si è chiuso il processo, con la formula del rito abbreviato, ai tre ragazzi (un diciannovenne e due diciottenni) residenti a Bologna. Il giudice li ha condannati a 8 anni per il più grande e a 5 anni per gli altri due. Tutti e tre erano incensurati.

Aggredirono due minorenni

Il pubblico ministero Manuela Cavallo aveva chiesto una pena più severa, di 12, 11 e 10 anni di carcere senza il riconoscimento delle attenuanti generiche. Tuttavia, il gip del tribunale di Bologna, Rossella Materia, ha deciso di concederle a tutti e tre.

Aggredirono due minorenni. Tre condanne. La vicenda ripresa dalle telecamere.

Tutto accadde in piazza Nettuno a Bologna, il 4 marzo intorno alle sei di sera. I tre ragazzi aggredirono altri due, entrambi di 17 anni, accoltellandoli. Le telecamere ripresero l’episodio. A ricevere la pena più severa è stato colui che ha materialmente inferto le coltellate. Secondo ciò che è stato ricostruito dalla Squadra Mobile della Polizia, tutto sarebbe avvenuto a causa di una “occhiata di troppo” che avrebbe infastidito il ragazzo più grande.

Aggredirono due minorenni

Le coltellate colpirono alla gamba uno dei ragazzi e alla schiena l’altro. Proprio a quest’ultimo andò peggio, dato che il colpo gli perforò un rene. Entrambi furono immediatamente soccorsi dal 118 e trasportati all’Ospedale Maggiore con codice di media gravità. I tempestivi soccorsi sono arrivati anche grazie agli agenti del Reparto Mobile in presidio nei pressi della fontana del Nettuno.

Le reazioni degli avvocati

La sentenza non ha soddisfatto gli avvocati difensori che hanno annunciato il ricorso in appello. In particolare, l’avvocato Strazziari ha riferito ai cronisti che non c’è mai stato pericolo di morte per le vittime e che l’azione non è stata premeditata dato che i ragazzi nemmeno si conoscevano. Lo stesso avvocato aveva chiesto al gip di assolvere il proprio assistito o di derubricare l’accusa da tentato omicidio a lesioni aggravate dall’uso di armi.

Intanto, i tre rimarranno in carcere dove già si trovano dal momento dell’arresto. Tutti e tre si trovano nella stessa casa circondariale di Bologna “Dozza“.

 

Fonti: Ansa.it; Repubblica.it

Roberto Molino

Redazione CriminalMente

 

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