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Aldo Moro: sono già passati 42 anni dal suo rapimento - CriminalMente
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Se Aldo Moro fosse ancora tra noi, forse citerebbe le sue stesse parole in questo momento di grande sofferenza per il nostro Paese:

“Se fosse possibile dire ‘saltiamo questo tempo e andiamo direttamente al domani credo che tutti accetteremmo di farlo’. Ma, cari amici, non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta i vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà.”

( Aldo Moro, 28 Febbraio 1978)

Aldo Moro è stato rapito 42 anni fa, proprio mentre cinque agenti della sua scorta venivano uccisi dalle Brigate Rosse. Per chi c’era, è stato un momento indimenticabile. La tensione che si respirava era davvero tremenda.

Il rapimento di Aldo Moro

È il 16 marzo del 1978. Doveva essere un giorno come un altro. Sono le ore 9:00 in punto. Aldo Moro e il presidente della Dc si stanno dirigendo verso il Parlamento. A un certo punto, l’auto su cui viaggiano viene stata intercettata e bloccata in via Mario Fani, a Roma, da un commando armato delle Brigate Rosse. Poco dopo, cinque agenti vengono uccisi e Aldo Moro viene rapito. Non è più un giorno come un altro.

La notizia si diffonde rapidamente in tutto il Paese. I commercianti abbassano subito le saracinesche dei loro negozi. In televisione non si parla d’altro. Tutti i programmi vengono addirittura sospesi, per poter dare il triste annuncio.

I giorni passano, sono molto lunghi. In Italia si inizia a discutere su una questione. Ad alcuni politici vengono recapitate alcune lettere scritte dallo stesso Aldo Moro, il quale chiede di trattare con i suoi rapitori. Dunque, ci si chiede: bisogna trattare oppure no con le Brigate? È giusto o sbagliato?

L’uccisione

Ma le giornate passano. Passano addirittura 55 giorni. Arriva il 9 maggio 1978, un’altra data indimenticabile. Il corpo di Aldo Moro viene trovato senza vita all’interno del bagagliaio di un’auto, parcheggiata in via Michelangelo Caetani.

I funerali si tengono il 13 Maggio. La famiglia decide di non partecipare, in segno di protesta contro lo stato, che secondo loro non aveva fatto nulla per salvarlo.

Qualche tempo dopo, si scopre quello che era successo veramente. Gli esponenti delle Brigate Rosse avevano convinto il politico, dicendogli che lo avrebbero portato in un luogo sicuro. Così, lui era salito nel portabagagli di quella Renault 4 di colore rosso. Si era fatto coprire con una coperta, senza opporre resistenza, ignaro del suo destino. Perché, a quel punto, i suoi rapitori gli avevano sparato per dieci volte.

 

Riproduzione riservata.

 

Crediti immagine di copertina: Wikipedia 

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