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Allarme femminicidi, cinque vittime in poche ore. Emergenza nazionale.
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Allarme femminicidi. La piaga del femminicidio continua a mietere vittime: cinque donne uccise in due giorni, più il ritrovamento dopo mesi del cadavere di una donna con conseguente arresto del fidanzato; il tutto in un crescendo di allarme sociale dovuto anche all’apparente inefficacia delle molteplici iniziative di sensibilizzazione e informazione portate avanti su più fronti negli ultimi anni e mirate ad arginare il fenomeno.

Un’escalation di violenza che ha portato il Procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi a parlare dei femminicidi come “emergenza nazionale” nella sua relazione all’anno giudiziario e che ha coinvolto l’intero territorio nazionale: al caso di Mazara del Vallo, nel Trapanese, dove un uomo ha ucciso la moglie massacrandola di botte per tre giorni, si aggiungono altri due femminicidi avvenuti ancora in Sicilia, uno in Alto Adige e uno in Liguria.

Allarme femminicidi: in tutti i casi i principali sospettati sono i compagni o mariti delle vittime.

A Mussomeli, un uomo ha ucciso la donna con cui aveva avuto una breve relazione perché non voleva rassegnarsi alla fine del rapporto; l’assassino è Michele Noto, 27 anni, il quale deteneva regolarmente la pistola con cui ha sparato alla donna, Rosalia Mifsud, di 48 anni, e alla figlia di lei Monica Di Liberto, 27, prima di suicidarsi.

In Alto Adige la 28enne pakistana Fatima Zeeshan, incinta all’ottavo mese, è stata trovata morta in un appartamento a Versciaco. Morto anche il bambino che portava in grembo. E’ stato il marito Mustafa Zeeshan ad allertare i soccorsi, ma solo molte ore dopo la morte della moglie. Il medico necroscopo ha successivamente stabilito la morte violenta a seguito di percosse, soffocamento e possibili lesioni interne cerebrali. Dopo una notte in caserma, è stato disposto il fermo dell’uomo.

A Genova, invece, una donna è stata uccisa con un coltello dall’ex marito, che ha poi tentato il suicidio. Al momento dell’omicidio la donna era nell’appartamento in cui lavorava come colf.

A questo bilancio si aggiunge poi il ritrovamento del corpo di Speranza Ponti, 50enne originaria di Uri scomparsa lo scorso dicembre. Il cadavere della donna è stato rinvenuto dai carabinieri di Alghero in un’area residenziale che include un’ampia zona di villette a schiera a Monte Carru, l’area delle campagne di Carrabufas più vicina al centro abitato. Il mese scorso la donna, che aveva visto aumentare le proprie disponibilità economiche dopo aver concluso un’operazione immobiliare, era svanita nel nulla e i familiari si erano dunque rivolti ai Carabinieri. Il luogo utile al ritrovamento del corpo è emerso durante l’interrogatorio al fidanzato della donna, ora in stato di fermo.

Una settimana di sangue il cui resoconto è un vero e proprio “bollettino di guerra” sulla pelle delle donne e che sottolinea quanto la violenza di genere sia un fenomeno ancora fortemente radicato nel nostro tessuto sociale, tanto da portare l’Italia ad essere ripresa dalle istituzioni europee per gli scarsi risultati nella lotta al femminicidio.

 

Mariarita Cupersito

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