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Amanda Knox al Festival della Giustizia penale - CriminalMente
amanda knox in italia

Amanda Knox al Festival della Giustizia penale: “Guede uccise Meredith, io vittima. Non assolvo lo Stato e i media”.

Amanda Knox, la 31enne americana definitivamente assolta dall’accusa di aver ucciso la sua coinquilina Meredith Kercher, in occasione del suo ritorno in Italia per prendere parte al Festival della Giustizia penale di Modena ha ribadito la sua completa innocenza, accusando giornalisti e media di averla dipinta come “un mostro”.



Nel corso di un intervento di circa 45 minuti in tema di processo penale mediatico, la Knox ha puntato il dito non solo contro i mezzi di informazione, ma anche contro la polizia che le avrebbe strappato una confessione “perché cercava un colpevole per chiudere il caso”, e la Procura che l’avrebbe “accusata senza avere nessuna prova”.

Amanda Knox al Festival della Giustizia penale

Il primo novembre 2007 un ladro, Rudy Guede, è entrato nel mio appartamento, ha violentato e ha ucciso Meredith. Ha lasciato tracce di dna e impronte. È fuggito dal Paese, processato e condannato. Nonostante ciò un numero importante di persone non ha sentito il suo nome, questo perché pm, polizia e giornalisti si sono concentrati su di me. Giornalisti chiedevano di arrestare un colpevole. Hanno indagato me mentre Guede fuggiva. Non basandosi su prove o testimonianze. Solo su un’intuizione investigativa. Pensavo di aiutare la Polizia ma sono stata interrogata per 50 ore in una lingua che non conoscevo bene. Dicevano che mentivo“.

 

Sto pensando al mio pm, Giuliano Minnini”, ha inoltre dichiarato Amanda. “Vorrei avere un faccia a faccia con lui, al di fuori del ruolo di buono e di cattiva. Spero che, se ciò accadrà, anche lui riesca a vedere che non sono un mostro, ma semplicemente Amanda“.

Amanda Knox al Festival della Giustizia penale

In Italia ho incontrato la tragedia e la sofferenza; nonostante ciò o forse per questo, l’Italia è diventata parte di me. Molte persone pensano che io sia pazza a venire qui, mi è stato detto che non è sicuro, che sarò attaccata per le strade, che sarò falsamente accusata e rimandata in prigione. Su  di me è stata creata una storia falsa e infondata, che ha scatenato le fantasie della gente. Prima del processo ero sommersa da una montagna di fantasie da tabloid“.



Avevo zero motivazioni per uccidere la mia amica, zero tracce del mio dna sono state sul luogo del delitto. Poi ho sentito il giudice pronunciare le parole ‘colpevole’. Il verdetto mi è caduto addosso come un peso schiacciante, non potevo respirare. Le telecamere lampeggiavano mentre uscivo dal tribunale. Ero innocente, ma il resto del mondo aveva deciso che ero colpevole, avevano riscritto la realtà”.

Amanda Knox al Festival della Giustizia penale

Sono grata alla Corte di Cassazione e agli altri giudici per avermi rivendicata; tutto questo però non assolve lo Stato per avermi condannato per 8 lunghi anni, e non assolvo i media che hanno raccolto un immenso profitto da questa storia”.

La Knox è stata condannata definitivamente a tre anni per calunnia verso Patrick Lumumba. L’unico condannato per la violenza e l’omicidio di Meredith è Rudy Guede, con una pena di 16 anni.



Mariarita Cupersito

Autrice Freelance



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