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Archeologia del crimine

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Si conclude Domenica 9 Aprile, la quarta ed ultima giornata del Torino Crime Festival, ad aprire quest’ultima giornata è Generoso Urciuoli, archeologo e divulgatore scientifico.

La tecnica di indagine, scrupolosa e dettagliata di un archeologo alla ricerca della prova storica, non è forse simile al lavoro di un investigatore sulla scena del crimine?
La ricerca degli oggetti, delle prove, degli indizi, e la storia che essi possono raccontarci, sono alla base di una fondamentale documentazione. Che non si limiti solo ad elencare quanto abbiamo raccolto ma, insieme all’interpretazione, dovrà rispondere a quelle domande che ci permettono di andare oltre la semplice osservazione.

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Vi è un rapporto biunivoco tra storia e crimine. Ogni crimine ci racconta una storia, e la storia, da sempre ci racconta di numerosi crimini.

Dal codice di Hammurabi all’Impero Romano e fino ai nostri giorni, la concezione del crimine del delitto e della pena sono sempre stati presenti ma sono mutati nel tempo. Basti pensare che un tempo era ritenuto un privilegio essere decapitati!

Non c’è storia che non riporti crimini, e non c’è crimine che non racconti una storia. Allora sì, il binomio archeologia e crimine può esistere. Urciuoli ce ne ha data una dettagliata dimostrazione.

Sherlock Holmes contro Dracula

A seguire Marco Zatterin, vice direttore de La Stampa, ha provato a rispondere ad una curiosa domanda. “Cosa hanno in comune Sir Arthur Conan Doyle e Bram Stoker?”. Poi ha aggiunto: “Ancor di più cosa hanno le loro creazioni immortali Sherlock Holmes e il Conte Dracula?”


Zatterin, in una cornice originale, ha intrattenuto il pubblico iniziando un racconto datato 1890, Il Mistero di Hamstead. Insieme a lui, le illustrazioni dal vivo per mano di Walter Venturi.

Alcuni ragazzini scompaiono. Vengono ritrovati il giorno dopo. Sono vivi ma emaciati e con delle ferite strane che inizialmente vengono identificate come ferite da animale. Forse un ratto? O un cane?

Tra la popolazione le domande più frequenti sono due. Chi ha abusato di questi bambini? Ma soprattutto dov’è Sherlock Holmes?

L’interessante racconto prosegue, riuscendo a svelare i misteri insiti nella domanda di partenza. Le immagini che prendono forma alle spalle di Zatterin ci aiutano a dare forma a quei personaggi che, sì, tutti conosciamo nella nostra immaginazione, ma che in maniera magistrale, Venturi ci delinea in corso d’opera!

Elena Rossi

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