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Con il tallio uccide una zia e i nonni paterni. Gli inquirenti: “voleva sterminare la famiglia”.



Non è un personaggio del giallo “Un cavallo per la strega” di Agatha Christie. È Mattia del Zotto, 27 anni, nipote delle vittime. Accusato di triplice omicidio e cinque tentati omicidi.

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Le morti sospette

Brianza. Per mesi decessi e ricoveri sospetti. Il giovane contaminava con il tallio cibi e bevande che la madre preparava per i nonni.

Dopo l’estate, la prima vittima è Patrizia Del Zotto, 62 anni, ricoverata in coma all’ospedale di Desio insieme alla sorella di 58 anni. Si parlava di possibile avvelenamento dovuto agli escrementi di piccione che infestano una casa dell’ala della casa vacanze in provincia di Udine, dove le due donne hanno trascorso un lungo periodo.

Poche ore dopo, anche il padre di Patrizia, Giovanni Battista Del Zotto, muore. Motivazione: ingestione di acqua o cibo contaminati. Il 13 ottobre muore anche la mamma di Patrizia del Zotto, Maria Gioia Pittana.

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Il tallio come arma del delitto

Per i genitori, si era avvicinato ad una nuova religione. Lo definiscono un ragazzo problematico ed introverso. Non lavorava più, non usciva di casa, pasti in misura essenziale, non guidava più perché non sopportava l’idea di avere qualcuno dietro che suonasse il clacson o usasse gli abbaglianti, viveva con il termosifone spento poiché “con poco si vive”. Non aveva presenziato al funerale dei suoi parenti, da lui premeditatamente uccisi. Per i vicini: “un ragazzo solitario, appassionato di informatica”.

 È stato incastrato da una mail in bozze che non aveva cancellato e dalla geolocalizzazione del suo cellulare mentre si stava recando in un’azienda di Padova per ritirare il tallio che aveva commissionato all’azienda.

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Ha cercato l’arsenico contattando sei diverse ditte, ma alla richiesta da parte della ditta della ‘dichiarazione di utilizzo’, desiste e ripiega sul tallio. Con una spesa di 248,88 euro voleva realizzare il suo documentato progetto di morte: “Volevo punire gli impuri. Non saprete mai perché l’ho fatto”.

Elena Rossi

Redazione CriminalMente



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