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baby gang

Baby gang. Un tempo si chiamavano “bande” quelle dei ragazzini che sfidavano le regole e i divieti dei grandi. Si trattava di adolescenti che con il gruppo di riferimento si mettevano alla prova, per vedere fino a dove era possibile arrivare.



Cosa sono le baby gang

Con il termine baby gang si intende un fenomeno di microcriminalità organizzata, diffuso nei contesti urbani, per il quale minorenni assumono condotte devianti ai danni di cose o persone. In termini associativi per baby gang si intende un gruppo dominante che in un sistema di relazioni asimmetriche si impone.

In Italia le cosiddette baby gang sono gruppi di giovani o giovanissimi che non provengono da realtà degradate né da famiglie problematiche. Sono i figli di genitori qualunque solo che sono stati educati con una carenza di regole e limiti, cresciuti con dosi massicce di indifferenza verso i confini da rispettare.  Ragazzi annoiati e apatici che non conoscono il punto in cui è necessario fermarsi, ma al contrario hanno metabolizzato la convinzione che tutto è possibile.

baby gang

All’interno si ritrovano l’emulazione mafiosa, una struttura gerarchica ben definita e regole di condotta. Spesso i protagonisti sono ragazzi sopraffatti dalla noia che cercano nella gang uno strumento per conquistare uno status sociale.

Alcune teorie che spiegano questo fenomeno

Secondo le teorie ecologiche i fattori scatenanti dipendono dal contesto familiare ed ambientale dove vivono i ragazzi, che li costringono a crescere senza sostegni affettivi adeguati e senza alcun orientamento socio-educativo.

Mentre le teorie razionalistiche sostengono che i giovani scelgono volontariamente di entrare in una baby gang in prospettiva di un guadagno in termini economici o di autostima.

Secondo una teoria trasversale le origini della baby gang dipendono da fattori culturali quali: la vita familiare, i valori e il sistema scolastico.

Un’altra teoria, quella dell’ipotesi aggressione-frustrazione, afferma invece che il fenomeno delle baby gang affonda le radici nella psiche dei soggetti: quando la fonte di una frustrazione non può essere controllata, l’aggressività si rivolge verso un obiettivo debole.

Tra le cause da ricercare troviamo: un contesto familiare problematico, conflitti, divorzi, separazioni, perdite. Ma la sociopatia tipica delle baby gang può discendere anche da contesti famigliari eccessivamente accondiscendenti o iperprotettivi.

Inoltre la maggior parte dei ragazzi vive in un mondo fatto di messaggi crudi, alienanti che offuscano la loro capacità di interpretare in maniera adeguata la legalità. La soglia di ciò che viene considerato illecito si abbassa e gli adolescenti tendono a percepire la violazione delle norme meno grave rispetto al passato. La criminalità diviene così una trasgressione ricreativa, che serve a riempire il vuoto etico in cui crescono.

baby gang

Come è composta una baby gang?

È formata da soggetti fortemente spinti al conformismo di gruppo, la gang assicura inclusione, sostegno e protezione. Ogni decisione viene presa dal soggetto dominante capace di una forte influenza sugli altri membri.

La gang utilizza soprattutto la violenza gratuita, con cui tenta di imporsi nel contesto sociale di riferimento. La violenza non è solo una caratteristica del gruppo, ma l’unico strumento comunicativo ritenuto valido dai membri. La baby gang deumanizza la vittima al fine di giustificare le sue imprese e stabilire con essa rapporti vessatori e prevaricatori.

Quali possono essere i segnali premonitori?

Intanto bisogna dire che quasi sempre il disagio emotivo precede lo sviluppo di una personalità problematica, che può manifestarsi con stati d’ansia, irrequietezza, sbalzi d’umore, che possono diventare dei veri e propri sintomi come i disturbi psicosomatici, disturbi del sonno, dell’alimentazione ecc.

Inoltre tra i possibili campanelli d’allarme si riscontrano: il disadattamento sociale e scolastico; il rifiuto o l’abbandono scolastico; l’aggressività verso i coetanei o gli adulti; rifiuto delle regole; disponibilità economiche improvvise non giustificabili, consumo di alcol e altre sostanze.



Come fare prevenzione?

I genitori percepiscono i figli sempre più annoiati, aggressivi, maleducati, ma al tempo stesso li ritengono fragili e bisognosi di protezione. Per i ragazzi avere una garanzia di appartenenza è fondamentale, quando non la trovano in famiglia spesso cercano dei surrogati, la baby gang rappresenta un surrogato, un “luogo” dove sentirsi parte  di qualcosa e dove si ha un ruolo, dove in pratica ci si sente riconosciuti.

Secondo la strategia della “difesa interiorizzata”, bisognerebbe intervenire prima che un minore riesca ad entrare in una baby gang, magari rinforzando nei giovani la percezione dei valori morali e la distinzione tra bene e male.

Secondo invece, la strategia della “tolleranza zero” occorre predisporre leggi più severe. Per esempio l’abbassamento dell’età imputabile e l’incremento del periodo di detenzione presso le carceri minorili.

La migliore strategia sembrerebbe quella di rieducare i genitori, rendendoli figure credibili attraverso la riscoperta dei ruoli, i genitori infatti hanno dimenticato il loro “lavoro genitoriale” e non hanno più dei ruoli precisi e identificabili.

baby gangBisognerebbe impegnarsi a costruire un rapporto qualitativamente significativo con i figli, imparare ad ascoltarli, prendersi del tempo per imparare a conoscersi meglio e a rispettarsi.

È importante che anche la scuola faccia il suo compito. È a scuola infatti che i ragazzi iniziano a confrontarsi con il mondo esterno, a costruire le prime relazioni sociali, a sperimentare i primi meccanismi di inclusione ed esclusione.

La scuola dovrebbe essere in grado di creare degli spazi di associazionismo, aggregazione, ascolto dove i giovani possano sentirsi meno soli e non abbandonati. Ovviamente la famiglia e la scuola dovrebbero collaborare insieme per ottenere dei risultati soddisfacenti da più fronti.

 

Mary Sapuppo

Redazione CriminalMente



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