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Cassino, bimbo di 2 anni strangolato dalla madre: “Piangeva troppo” - CriminalMente
Cassino, bimbo di 2 anni strangolato dalla madre: “Piangeva troppo”

Cassino, bimbo di 2 anni strangolato dalla madre: “Piangeva troppo”. Gabriel, un bambino di soli 2 anni, è stato strangolato dalla madre, la 29enne Donatella Di Bona, nella giornata di mercoledì 17 aprile. La terribile vicenda è avvenuta in una frazione di Cassino, precisamente a Piedimonte San Germano.



Eppure, il fatto non è parso agli inquirenti così chiaro fin da subito.

Gabriel, strangolato dalla madre a soli 2 anni

Infatti, nel pomeriggio di mercoledì, la 29enne era uscita, insieme al figlio, dalla casa in cui abita insieme alla madre e al fratello di 24 anni. Poco dopo, però, vi aveva fatto ritorno di corsa, trasportando il piccolo in braccio.

 

Cassino, bimbo di 2 anni strangolato dalla madre: “Piangeva troppo”

 

Dopo aver sentito le urla della nonna, i vicini avevano immediatamente allertato il 118. Tuttavia, per il bambino non c’è stato nulla da fare: nonostante il tempestivo arrivo dei soccorsi e di un elisoccorso pronto per il trasporto a Roma, il piccolo era già privo di vita.

Il presunto investimento

Fin da subito, però, gli operatori sanitari avevano ritenuto che la versione raccontata dalla madre di Gabriel non fosse totalmente veritiera. Difatti, Donatella Di Bono aveva dichiarato loro che il bambino fosse stato investito da un’automobile, scappata subito dopo l’impatto.

Cassino, bimbo di 2 anni strangolato dalla madre: “Piangeva troppo”

Per questo motivo, erano intervenuti anche i Carabinieri, ai quali la donna aveva raccontato la medesima situazione.

Comunque, lungo la strada indicata dalla 29enne come luogo dell’incidente, non erano stati rinvenuti né tracce di frenata né resti di auto. Inoltre, il piccolo era cianotico e presentava esclusivamente dei segni di rossore nel collo.

È stato strangolato perché faceva i capricci

Pertanto, attorno alle ore 17:00, la giovane mamma è stata trasportata nella caserma di Cassino, assieme al colonnello Cognazzo, il tenente colonnello Gavazzi e il pm Valentina Maisto. Qui, la donna è stata interrogata per poco più di 6 ore, fino alla confessione.



Poco prima dell’alba di ieri, giovedì 18 aprile, Donatella Di Bono ha dichiarato di aver strangolato il figlio. Secondo quanto raccontato, poiché il bambino stava facendo dei capricci, dato che voleva tornare dalla nonna, la madre lo avrebbe afferrato per il collo, stringendo sempre più e tappandogli il naso con la mano.

Per la donna, quindi, è scattato il fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dal vincolo di parentela. Attualmente, si trova presso il carcere di Rebibbia.



Ilaria Cabula

Redazione CriminalMente



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