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Chi sono i minori stranieri non accompagnati (MSNA)? – CriminalMente
Tempo di lettura: 3 minuti

Nell’ultimo decennio è in costante aumento il fenomeno dell’ingresso nel territorio italiano prevalentemente via mare, di minori non accompagnati. I dati a disposizione del Ministero dell’Interno, indicano che nel 2014 erano 13.026 i minori non accompagnati su un totale di 170.100 immigrati; nel 2015, 12.360 su 153.842; nel 2016, 25.846 su 181.436 e solo nei primi mesi del 2017 sono giunti 3.557 ragazzi. Stando ai dati del 31 maggio 2019, sono stati circa 8.000 minori, di cui il 93% maschi e il restante 7% femmine, il 63% di loro aveva 17 anni, solo il 5% dai 7 ai 14 anni e l’1% da 0 a 6 anni. Quello dei minori non accompagnati è un fenomeno che non interessa esclusivamente l’Italia ma è un fattore comune delle migrazioni a livello mondiale ed è rilevante non solo sotto il profilo quantitativo, ma anche sotto quello sociale e giuridico.



Il minore straniero non accompagnato è colui che fa ingresso nel territorio degli Stati membri senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile per legge o per prassi dello Stato interessato, fino a quando non venga effettivamente affidato; rientra nella suddetta categoria anche il minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio di uno Stato membro.

“Con l’espressione “minore non accompagnato”, in ambito europeo e nazionale, si fa riferimento allo straniero (cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea e apolide), di età inferiore ai diciotto, che si trova, per qualsiasi causa, nel territorio nazionale, privo di assistenza e rappresentanza legale (art. 2, D.Lgs. n. 142/2015 e art. 2, L. n. 47/2017)”.



Il profilo tracciato dall’analisi delle storie di vita dei MSNA raccolte nell’ambito di alcune ricerche volte ad esplorare e ad analizzare le spinte motivazionali, il percorso e l’evoluzione migratoria dei minori ritrae adolescenti provenienti specialmente dall’Albania, Marocco, Afghanistan, Bangladesh, Egitto, Tunisia, Eritrea, Gambia, che giungono nel nostro Paese, da soli, spinti dalla speranza di trovare un lavoro e un futuro migliore. Le motivazioni sono frammentate e rappresentano allo stesso tempo un riassunto delle più antiche e delle più moderne aspirazioni migratorie: la fuga dalla guerra, la ricerca di nuove opportunità lavorative, l’inquietudine generazionale che spinge verso la sperimentazione di nuovi modelli di vita; senza trascurare infine, il ruolo dei comportamenti e l’importanza della filiera migratoria, ovvero per seguire l’esempio di amici o parenti che prima di loro avevano abbandonato il Paese. A queste motivazioni si connette la costruzione sociale dell’Italia nell’immaginario dei minori in base a diverse fonti di conoscenza spesso combinate tra loro: da quelle più ricorrenti di natura parentale o amicale a quelle mediatiche.

Il monitoraggio dei MSNA, ha anche censito la ripartizione dei minori per regione di accoglienza, una volta giunti in Italia. La Sicilia si trova al primo posto, con il 29% dei minori accolti; subito a seguire troviamo la Lombardia che prende in carico il 10% dei minori non accompagnati. A seguire l’Emilia Romagna con l’8% e il Friuli Venezia Giulia con il 7% e a seguire le regioni del Centro Italia.



Quasi trent’anni di confronti, iniziative, progettualità nella gestione dei MSNA mostrano come l’intervento degli enti locali e dell’articolato e variegato mondo del privato sociale sui minori non accompagnati continui ad essere significativo. Il Consiglio d’Europa, nel gennaio 1990, ha poi espresso la necessità di misure preventive a sostegno delle famiglie in difficoltà e misure specifiche di informazione, di individuazione delle violenze, di aiuto e terapia a tutta la famiglia e di coordinamento tra i vari servizi. Da qui la nascita del principio del best interest of the child, che rappresenta il principio informatore di tutta la normativa a tutela del fanciullo, garantendo che in tutte le decisioni che lo riguardano il giudice debba tener conto del superiore interesse del minore. La Costituzione pur non prevedendo una disciplina specifica per i minori, inaugura un favor minoris che fonderà la base di un complessivo sistema di promozione dei diritti del minore considerato nella sua evoluzione di soggetto in formazione e ritenuto meritevole di protezione, a prescindere da nazionalità, capacità di inserimento nel processo produttivo e dallo sviluppo di un sufficiente grado di autonomia.

La più grande novità normativa del 2017 è stata senza dubbio l’approvazione della Legge 47/2017, denominata Legge Zampa “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, che ha raccolto in un testo unico le disposizioni vigenti applicabili ai minori stranieri soli, modificandole e introducendo alcune importanti novità, ha infatti completato nel nostro ordinamento, il sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati, con l’intento di riordinare i vari interventi fino ad allora disposti con svariati, generici, disorganici e frammentari provvedimenti succedutisi nel tempo.



Giulia Puzzo

Redazione CriminalMente





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