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Duro colpo alla mafia a Bagheria, nella provincia di Palermo. Il 30 gennaio 2018 finiscono in manette i nipoti del boss Giuseppe Scaduto considerato capo del mandamento mafioso di Bagheria. Paolo Liga, nipote del boss, è accusato di avere organizzato le attività estorsive sul territorio e, inoltre, è al vertice di Cosa Nostra. Lo stesso aveva la funzione di tramite tra la mafia palermitana e la figura del boss Matteo Messina Denaro.



I Carabinieri hanno dato esecuzione a sei provvedimenti di fermo di indiziato per altrettante persone. Queste sono accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata ai danni di operatori economici di Bagheria.

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Tra i fermati, oltre allo stesso Liga, ci sono Salvatore Farina, Claudio e Riccardo De Lisi, Giuseppe Sanzone, Rosaria Maria Liga, sorella di Paolo e nipote di Scaduto. La donna, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, partecipava attivamente alla raccolta illecita del denaro attraverso le estorsioni.

Le indagini a Bagheria

L’indagine, denominata “Legame”, ha permesso di accertare l’appartenenza di alcuni degli arrestati a Cosa Nostra e di ricostruire estorsioni commesse dai suoi.

Le indagini sono state supportate da servizi di osservazione, pedinamento e controllo e dal supporto dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Si tratta di personaggi che in passato avevano occupato ruoli apicali nel mandamento di Bagheria. E hanno permesso di accertare, secondo i carabinieri, l’appartenenza di alcuni degli arrestati di oggi alla famiglia mafiosa di Bagheria.

Le armi trovate sono: pistole, fucili e mitragliette con matricola abrasa. Liga aveva anche la funzione di agevolare i contatti tra Cosa Nostra palermitana e trapanese. Inoltre curava i contatti con il boss latitante Matteo Messina Denaro. Liga si sarebbe occupato anche della gestione delle estorsioni. Coordinando costantemente le attività illecite degli altri affiliati arrestati nell’operazione, i fratelli Claudio e Riccardo De Lisi.

In particolare, le indagini hanno consentito di individuare i responsabili di una estorsione commessa a partire dall’aprile 2014 e fino a tutto il 2016. Estorsione ai danni del titolare di una società operante nel settore della fornitura di servizi di sicurezza per locali notturni della zona.

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Dalle indagini è emerso che Liga e i fratelli De Lisi avrebbero commesso un’estorsione ai danni di un intermediario finanziario di Bagheria, costretto a cedere la propria autovettura, perché gli estorsori pretendevano 50.000 euro.

Le dichiarazioni

“Oggi – ha sottolineato il colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo – viene colpito quello che possiamo definire il processo di sostituzione di capi o affiliati storici con nuove generazioni di criminali, figli di capi appartenenti a famiglie influenti di Cosa Nostra”.
Per l’ufficiale dell’Arma, ancora una volta viene evidenziato come “la pratica dell’estorsione continua a caratterizzare l’attività di Cosa Nostra palermitana, ma l’operazione mette in luce il crescente contributo di quei commercianti e imprenditori che trovano il coraggio di denunciare il pagamento del pizzo”.

Alexa Roscioli

Redazione CriminalMente



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