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Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez – CriminalMente
Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez
Tempo di lettura: 2 minuti

Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez. Richard Ramirez è uno dei serial killer americani più famosi. Nato il 29 febbraio del 1960 a El Paso, in Texas, fra il giugno del 1984 e l’agosto del 1985 assassinò tredici persone nelle zone di Los Angeles e San Francisco. Crimini a cui vanno aggiunti cinque tentati omicidi e innumerevoli violenze sessuali.



Gli inquirenti impararono presto a distinguere il suo modus operandi. Ramirez, infatti, entrava nelle abitazioni delle sue vittime di notte, forzando le finestre o passando attraverso quelle lasciate incautamente aperte. Proprio per questo si guadagnò l’appellativo di Nightstalker.

All’inizio, Ramirez si limitava a derubare gli inquilini, così da poter rivendere gli oggetti preziosi e acquistare le droghe da cui era dipendente. Con il tempo, però, ai furti unì lo stupro e l’omicidio. Nel caso delle coppie, in particolare, uccideva subito l’uomo con un colpo d’arma da fuoco, per concentrarsi poi sulla donna.



Come la società costruisce il modus operandi. Ma a cosa è possibile ricollegare queste dinamiche?

Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez

Guardando al passato del Nightstalker, emerge un contesto sociale decisamente svantaggiato e violento. I genitori, immigrati messicani, svolgevano lavori pericolosi e logoranti per consentire la sopravvivenza della loro numerosa famiglia. Richard era infatti l’ultimo di cinque figli. A causa delle precarie condizioni di vita il padre era soggetto a frequenti attacchi di rabbia che sfociavano in percosse, e che spinsero il Richard bambino a imparare a svicolare fuori casa nel pieno della notte per rifugiarsi nel cimitero locale.

Dal cugino Mike, reduce dal Vietnam, Ramirez imparò a fare uso di droghe. Mike inoltre amava raccontargli delle violenze commesse durante la guerra, soprattutto ai danni delle donne vietnamite, e lo spingeva a uccidere piccoli animali per sperimentare quelle medesime sensazioni di onnipotenza. Il culmine fu raggiunto quando, dopo un litigio, sparò contro la moglie con Richard testimone.



Da suo fratello Ruben, eroinomane, Richard imparò a svaligiare abitazioni. Iniziò così ad acquisire sempre più familiarità con le tecniche di scasso, apprendimento favorito dalle condizioni di estrema povertà in cui versava e dalla sua dipendenza, sempre più accentuata, dalla marijuana.

Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez

Quando trovò lavoro presso l’Holiday Inn, il futuro serial killer poté facilmente mettere in pratica le sue nuove competenze. Era in grado di entrare nelle camere degli ospiti mentre questi dormivano e di derubarli dei loro averi, il tutto senza mai venire scoperto. Nel frattempo, le sue fantasie sessuali diventavano sempre più incontrollabili. Per via dell’influenza di Mike, prima, e poi del fratello Roberto, con cui si appostava per spiare donne all’interno di abitazioni sconosciute, esse erano estremamente violente e riguardavano atti non consensuali. Spinto da questi impulsi, una volta licenziato dall’hotel per il tentato stupro di una cliente, Richard riprese con i furti d’appartamento, cominciando però a impossessarsi anche degli effetti personali delle donne che vi vivevano.



Il suo avvicinarsi al satanismo, mentre era in carcere per aver rubato un’auto, decretò l’inizio della sua carriera da serial killer. Le vittime erano da lui considerate, infatti, oltre che l’oggetto dei suoi istinti incontenibili, come dei doni da offrire a Satana.

Necessità derivanti dalla povertà e dalle dipendenze, reduci di guerra e influenze negative, collocate nel contesto dell’America degli anni Sessanta e Settanta, permettono quindi di ricostruire, passo dopo passo, la genesi del modus operandi di uno dei serial killer più celebri della cronaca nera statunitense.

Come la società costruisce il modus operandi: Richard Ramirez

 

Alessandra De Luca

Autrice Freelance





 

criminologia

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