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Come la società costruisce il modus operandi: Richard Speck
Tempo di lettura: 3 minuti

dal blog di Sociologia Forense

Richard Speck è probabilmente uno dei più famosi serial killer, nonché mass murder, degli Stati Uniti: la strage di otto studentesse di infermieristica avvenuta il 13 luglio 1966 a Chicago ha ispirato vari film e anche una puntata della prima stagione di American Horror Story.



La carriera criminale di Speck è complessa e a tratti oscura: egli è infatti considerato un serial killer per via dell’omicidio della barista Mary Kay Pierce, mai del tutto accertato in quanto il presunto responsabile si sottrasse all’interrogatorio. La donna fu trovata nel ripostiglio del bar tre giorni dopo la morte, imputabile al fegato rotto da un violento colpo all’addome.

Ma il vero modus operandi, sistematico benché il delitto non fosse stato programmato, sarebbe emerso solo in seguito: le infermiere furono legate e, una per volta, condotte in un’altra stanza per essere strangolate e ripetutamente pugnalate. Soltanto l’ultima vittima, Gloria Davy, fu stuprata. Corazon Amurao, ospite di una delle ragazze, fu l’unica sopravvissuta: riuscì a nascondersi sotto a uno dei letti e Speck, avendo perso il conto o sapendo che nello stabile risiedevano solo otto persone, non notò la sua assenza.

Ma quali eventi hanno condotto a un simile epilogo?

Richard Speck nacque il 6 dicembre 1941 a Kirkwood, nell’Illinois, settimo di otto fratelli. Il padre, a cui era particolarmente legato, morì quando il bambino aveva solo sei anni.

La madre si risposò con Carl Lindberg, un texano con alcuni precedenti penali e il vizio dell’alcol. La donna si trasferì a Dallas con i figli più piccoli, fra cui Richard, dove però la situazione domestica non si rivelò delle migliori: Lindberg, sempre ubriaco, era violento sia verbalmente che fisicamente con la sua nuova famiglia e con Richard in particolare. Neppure il contesto sociale era d’aiuto, trattandosi di un quartiere povero e malfamato. Il rendimento scolastico del bambino era assai scarso, poiché egli si rifiutava di parlare in pubblico. Iniziò a bere a dodici anni, e a tredici ebbe i primi guai con la giustizia per crimini di poco conto. A quindici anni era ormai un alcolista, e a sedici abbandonò la scuola; a diciannove si tatuò sull’avambraccio sinistro la frase Born To Raise Hell, che l’avrebbe poi reso riconoscibile agli occhi di Corazon Amurao e sarebbe stata decisiva per la sua identificazione in seguito ai fatti del 1966.



Trovò lavoro come operaio e conobbe Shirley Annette Malone, che sposò perché incinta. Nel frattempo cominciò a entrare e uscire dal carcere con frequenza impressionante: i reati in questione coinvolgevano perlopiù disturbi all’ordine pubblico, ma anche una tentata aggressione a mano armata.

Non riusciva a mantenere uno stesso impiego per più di qualche mese ed era spesso violento con la moglie, motivo per cui quest’ultima, già esasperata dalle continue detenzioni del marito, chiese il divorzio. Speck reagì, nel periodo immediatamente successivo, accoltellando un uomo durante una rissa e rapinando un negozio per rivendere la merce rubata. Per sfuggire all’ennesimo arresto decise di salire su un bus diretto a Chicago, dove abitava una delle sorelle.

La goccia che fece traboccare il vaso fu la notizia del nuovo matrimonio dell’ex moglie, contratto appena due giorni dopo la conclusione delle pratiche di divorzio. Fra il tre e il nove aprile 1966 Speck si macchiò di due delitti gravissimi: prima seguì una donna nella sua abitazione, la legò, la stuprò e la rapinò; poi assassinò Mary Kay Pierce, probabilmente per essere stato respinto. Riuscì però a sottrarsi alle indagini in entrambi i casi.

Tramite il cognato fu assunto come apprendista marinaio. Ciò gli consentì di imparare a eseguire nodi perfetti, a cui ricorse durante il massacro: in quell’occasione, le vittime furono infatti legate con corde ottenute da un lenzuolo tagliato, in modo così esperto da non essere in grado di liberarsi e da portarne i segni per parecchie ore.



Fu proprio per la firma di alcune pratiche lavorative che dovette recarsi in un edificio accanto allo stabile in cui risiedevano le otto infermiere. Ebbe così modo di notare le inquiline e di contarle.

Pochi giorni dopo, chiamato per un incarico inesistente, pensò di trasferirsi a New Orleans. Ma non aveva abbastanza soldi per pagare un battello. Ricordandosi quindi delle ragazze, decise di entrare nell’appartamento per rapinarle: il resto non fu minimamente programmato.

 

Alessandra De Luca

Redazione CriminalMente





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