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Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch – CriminalMente
Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch
Tempo di lettura: 2 minuti

Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch.

Robledo Puch, nato a Buenos Aires il 22 gennaio 1952, è un serial killer argentino a cui sono imputati undici omicidi, oltre che una nutrita serie di rapine, dei reati a sfondo sessuale e due sequestri. I delitti coprono un arco temporale protrattosi per meno di un anno, che va dal marzo del 1971 al febbraio del 1972: è proprio il quattro di questo mese che il giovane viene arrestato, dopo essere stato identificato tramite la carta d’identità trovata nelle tasche del suo secondo complice (ucciso per errore e sfigurato con una fiamma ossidrica dallo stesso Puch, durante un colpo, per impedirne il riconoscimento).



Il modus operandi è incentrato sulla rapina: Puch irrompeva in attività commerciali allo scopo di derubarle, e ne assassinava i titolari a colpi di arma da fuoco. Non agiva da solo, ma sempre in coppia. Ebbe due partner: il primo fu Jorge Ibañez, sostituito, dopo la sua morte in un incidente d’auto, da Héctor Somoza.

Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch

Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch.

Ci troviamo di fronte a un assassino seriale dal background atipico. La sua è infatti una famiglia appartenente alla media borghesia, da cui riceve un’educazione ai tempi molto ricercata: il giovane segue lezioni di pianoforte e studia l’inglese e il tedesco, dimostrando una spiccata intelligenza. Inoltre, accompagna spesso i nonni in chiesa.

Nessun trauma segna la sua infanzia, che, al contrario, trascorre serena fra gli affetti e le attenzioni familiari. È anche di bell’aspetto, caratteristica per la quale la polizia gli affibbierà i soprannomi di Angelo della morte e di Angelo nero.

Ma cosa può aver indotto un ragazzo dalla vita agiata e tranquilla a diventare un serial killer?

Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch

Robledo Puch inizia a collezionare i primi reati, per la maggior parte furti e ricettazione, ad appena quattordici anni.

Ormai sedicenne conosce Jorge Ibañez, di due anni più grande, con cui comincia a collaborare: i due si dedicano a furti di poco conto per guadagnare denaro da spendere in divertimenti. Questo sodalizio si rivela più forte del previsto, forse anche per la forte attrazione che Robledo sperimenta nei confronti del nuovo complice.



Il loro legame si consolida con l’espulsione dalla scuola del ragazzo, accusato di aver rubato del denaro. Per Robledo si tratta del punto di non ritorno.

I due, spinti dalla ricerca di bisogni e passatempi sempre più costosi, finiscono per dedicarsi alle rapine in locali notturni e attività commerciali. È proprio durante una di queste che, nella notte del quindici marzo 1971, Puch compie il suo primo, duplice omicidio: in fuga dalla discoteca Enamor con un bottino di 350.000 pesos, spara al titolare e al guardiano addormentati.

Come la società costruisce il modus operandi: Robledo Puch

Alessandra De Luca

Autrice Freelance





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