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Coronavirus: allarme dipendenza tecnologica. 1 su 5 sperimenta disturbi
Dipendenza Tecnologica

Tra le misure messe in atto dal governo, per far fronte all’emergenza sanitaria coronavirus, c’è lo smart working. Sebbene sia una modalità ben gradita da molti lavoratori, gli psicologi lanciano l’allarme: un italiano su cinque sperimenta malessere, ansia, alienazione, noia e isolamento. dipendenza tecnologica

Da un sondaggio dell’Agenzia Dire su “Come sta andando lo smart working”, 1 intervistato su 5 dichiara di sperimentare malessere, o disagio psicologico. Molti sentono un profondo senso di alienazione legato alla mancanza di cambio fisico del luogo di lavoro. Il 30% degli intervistati percepisce di lavorare più del dovuto a causa della confusione sugli orari da seguire

La psicoterapeuta Francesca Zazza ha spiegato come la diffusione del coronavirus stia provocando molti cambiamenti nella vita di tutti, innescando paure, ansie e preoccupazioni. Tutto ciò è normale, spiega la psicoterapeuta, ma l’importante è non trasformare la distanza tra le persone in una distanza tra le nostre emozioni. Le emozioni fanno parte del nostro mondo interno, sono messaggi che servono a comunicarci qualcosa.

Se proviamo a bloccare le nostre emozioni, queste si ripresenteranno nuovamente, più frequentemente e più intensamente.

Dipendenza tecnologica e altri disturbi in aumento

La psicologa Giuliana Guadagnini docente di psicopatologia della realtà virtuale allo Iusve, preoccupata dalla tendenza dell’ultimo periodo lancia l’allarme: dipendenza tecnologica e altri disturbi sono in aumento.

La docente spiega come:

In certe case la situazione è drammatica, gli adolescenti sono sempre più insofferenti e nervosi, a causa della convivenza forzata e non ascoltano più i genitori. Non trovano il modo di sfogarsi, finiscono per chiudersi in camera e stare al computer o allo smartphone tutto il tempo: aumenta così la dipendenza tecnologica.

Tra gli adolescenti si sta assistendo ad un aumento dell’autolesionismo, dei disturbi alimentari e dei disturbi del sonno.

Il consiglio che la psicologa si sente di dare alle famiglie:

La cosa fondamentale è ascoltarsi e aprire un dialogo che non sia giudicante. E poi fare attività tutti insieme, provando a intercettare gli interessi dei ragazzi. Infine manteniamo salde alcune regole: non svegliarsi tardi, mangiare tutti insieme attorno al tavolo e non fare acquisti che non siano necessari.

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