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Coronavirus e violenza contro le donne, la quarantena pericolosa.
coronavirus e violenza contro le donne

Coronavirus e violenza contro le donne. Case rifugio, stanze d’albergo, punti d’ascolto e numeri d’emergenza: le contromisure adottate dai governi per arginare l’allarmante fenomeno.

L’emergenza coronavirus sta alimentando un ulteriore dramma che si aggrava di giorno in giorno: quello della violenza contro le donne. L’obbligo di restare in casa al fine di contrastare la diffusione del virus può diventare una doppia emergenza per tutte le donne vittime di abusi che si ritrovano così alla mercè dei propri aguzzini.

Coronavirus e violenza contro le donne. La risposta delle nazioni europee: la Spagna

Diverse nazioni in Europa si stanno attivando per adottare le contromisure volte ad arginare l’allarmante fenomeno. La Spagna, ad esempio, ha messo a disposizione camere d’albergo per le donne vittime di violenza e per i loro figli, qualora i rifugi per donne maltrattate non abbiano più posti disponibili, così da affrontare in sicurezza l’isolamento richiesto per l’epidemia. L’iniziativa è stata realizzata dal Consiglio dei Ministri in un decreto reale allo scopo di aumentare la protezione per tutte le vittime di violenza di genere, incluse le vittime di tratta e sfruttamento sessuale, durante la quarantena.

La portavoce dell’esecutivo spagnolo, María Jesús Montero, ha dichiarato:

Si tratta di continuare a proteggere le nostre donne e di mettere in campo tutte le risorse necessarie.

Pablo Iglesias, secondo vicepresidente del governo, ha sottolineato di promuovere l’esecuzione del Patto di Stato contro la violenza di genere mediante il trasferimento di fondi alle comunità autonome. Il decreto, infatti, permette ai comuni di utilizzare i fondi per la violenza di genere per attuare le misure necessarie durante questa crisi. 

Sempre dalla Spagna ha preso il via l’iniziativa che permette di segnalare la propria situazione di pericolo recandosi in farmacia, dove pronunciando le parole “Mascherina 19” si attiverà un protocollo e il farmacista avviserà la polizia.

La risposta della Francia

Anche la Francia ha annunciato nuove misure a seguito dell’aumento di segnalazioni alla Polizia di episodi di violenza domestica. Oltre a mettere a disposizioni stanze di hotel saranno predisposti dei punti di ascolto nei pressi dei negozi, in modo che le donne possano andarci quando escono di casa per fare la spesa.

La ministra per la Parità di genere Marlene Schiappa ha annunciato l’apertura di almeno 20 punti d’ascolto in tutto il Paese. È stato, inoltre, stanziato un un milione di euro per aiutare i centri anti-violenza a fronteggiare l’aumento di richieste di intervento.

Cosa succede in Italia?

In Italia, dove il dramma dei femminicidi prosegue imperterrito, le ministre per le Pari Opportunità Elena Bonetti e per gli Interni Luciana Lamorgese hanno fissato una linea comune per reperire luoghi idonei a diventare case rifugio.

La Bonetti aveva dichiarato nei giorni scorsi la messa a disposizione di “risorse straordinarie dal Dipartimento per le Pari Opportunità, a cui potranno accedere i territori per poter permettere alle autorità locali di recuperare alloggi straordinari in cui inserire le donne che escono di casa e mantenerle alloggiate in una situazione di sicurezza sanitaria”.

Più recentemente, la ministra Lamorgese ha inviato una nota ai prefetti sollecitandoli a segnalare luoghi che possano servire a ospitare donne in fuga da situazioni di violenze e i loro figli.

È in funzione 24 ore su 24 e gratuito il numero nazionale anti violenza e stalking 1522, attivato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, nonchè l’app “1522” scaricabile sullo smartphone, con cui è possibile mettersi in contatto con personale specializzato.

Mariarita Cupersito

Autrice Freelance

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