fbpx

Corruzione e reati contro la pubblica amministrazione.

Corruzione e reati contro la pubblica amministrazione

Cos’è la corruzione politica?

E’ una forma di corruzione che coinvolge i detentori di cariche politico-amministrative a livello locale, regionale e nazionale. Rocco Sciarrone, professore associato di Sociologia Generale all’Università di Torino, per studiare il fenomeno utilizza un set di dati provenienti da Sentenze della Corte di Cassazione, autorizzazioni a procedere del Parlamento e specifiche indagini per ricostruire i profili e i percorsi di carriera.

Si rileva che la corruzione politica appare in crescita, dopo un periodo di lieve calo nel decennio successivo a Tangentopoli. Il fenomeno è diffuso soprattutto nel Mezzogiorno, seguito dal Nord-Ovest dell’Italia. I settori di attività più coinvolti sono l’edilizia pubblica e privata, i servizi, la sanità, le infrastrutture e lo smaltimento dei rifiuti. Le figure protagoniste sono rappresentate da imprenditori, funzionari pubblici, consulenti, professionisti e membri delle organizzazioni criminali.

Corruzione e reati contro la pubblica amministrazione

Dei 541 politici censiti, le donne erano solo 14 e l’età media al momento del reato si aggirava intorno ai 50 anni.

Purtroppo lo spartiacque di Tangentopoli non ha innescato un ricambio della classe dirigente. Si passa dalla politica come “motore” della corruzione, alla politica “al servizio” della corruzione.

L’intervento di Davide Mattiello, deputato e membro delle Commissioni Giustizia e Antimafia, arriva diretto e tocca nel profondo. Il rapporto tra criminalità e istituzioni è sempre stato presente. Le norme di prevenzione sono necessarie e siamo sulla strada giusta, anche se il percorso da fare è lungo. Si nota come vi sia una forma di contiguità tra tre soggetti principali: l’organizzazione criminale, l’imprenditore e il pubblico amministratore ovvero la personalità politica. Quest’ultimo fornisce le autorizzazioni riguardo i diversi tipi di autorizzazioni richieste. La Comunità Europea in caso di irregolarità eroga gravi sanzioni pecuniarie allo Stato.  La corruzione nel pubblico è ancora più grave di quella nel privato, poiché parliamo di un danno collettivo, di un’erosione dei servizi erogati.

Corruzione e reati contro la pubblica amministrazione

Per ciò che attiene i reati ambientali, dovrebbero esistere dei “poli di riciclo” attraverso l’attuazione di una Legge Quadro nazionale, che permetta di operare senza i soggetti esogeni come ad esempio le organizzazioni criminali.

I poli di riciclo sono molto costosi quanto indispensabili. La denuncia in questi casi dovrebbe essere alla base del senso civico del cittadino, in quanto frutto della quotidianità. Tuttavia, molto spesso c’è reticenza nel farlo per paura di possibili ripercussioni personali da soggetti criminali. Inoltre lo Stato spesso non assicura un adeguata e opportuna protezione. Ciò che idealmente si auspica dal singolo cittadino è intervenire nel segnalare possibili irregolarità alla polizia locale, ai carabinieri, al comando di tutela ambientale. In modo tale che gli stessi possano intervenire repentinamente contrastando il fenomeno dannoso e lucrativo. L’attività di contrasto dei reati ambientali deve essere svolta da un Pool di magistrati. Essi dovrebbro attuare un’attività investigativa tesa a raccogliere dati e informazioni in profondità.

Il SISTRI che è il Sistema di tracciamento di tutti i rifiuti, è entrato in vigore nel 2007. Tuttavia manca ancora di un assetto normativo completo.

Si spera che il regime possa essere completato entro il 1° gennaio 2018. Ciò permette di controllare in remoto da una sala operativa centrale lo spostamento di un mezzo. Ovviamente, parliamo di un mezzo che trasporta materiali che possano essere dannosi per l’ambiente, e che quindi implica lo smaltimento in appositi luoghi.

Corruzione e reati contro la pubblica amministrazione

Inoltre da dodici anni l’onorevole Davide Mattiello, si occupa di testimoni di giustizia. Ci ha confessato che neanche uno di loro può ritenersi soddisfatto della sua situazione, nonostante i servizi di protezione, che spesso non sono sufficienti. Chi denuncia spesso si trova in una situazione in cui è difficile muoversi. La persona che si espone che in questo caso è il testimone, ha ripercussioni personali sul piano psicologico, sociale, morale, familiare. Ciò implica una destabilizzazione dello stesso. Soprattutto se quest’ultimo non viene supportato adeguatamente dalla famiglia e dalle istituzioni.  “Il confine è labile tra il penalmente rilevante e il moralmente ripugnante. L’unico modo per far star bene i testimoni di giustizia è che non ci siano più testimoni di giustizia”. Ecco come conclude il suo intervento l’onorevole. Con una nota malinconica e allo stesso tempo pungente.

Alexa Roscioli – Giulia Puzzo

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: