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Il Deep Web è una rete nascosta dai normali browser (Google, Yahoo). Vi si può accedere esclusivamente tramite software che utilizzano protocolli di comunicazione codificati o criptati.



Il Deep Web

I siti di ricerca che utilizziamo tutti i giorni, comprendono all’incirca il 10% dei contenuti che circolano in rete. Il restante 90% lo troviamo in questo mondo “sommerso”. La rete conosciuta come Deep Web però, non è un’invenzione del 21esimo secolo. Essa nasce come un progetto negli anni ’90, il cui scopo principale era quello di proteggere le comunicazioni militari degli Stati Uniti d’America.

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In seguito, fu sviluppata da esperti di informatica (anche amatoriali) provenienti da tutte le parti del mondo, al fine di ottenere una rete più libera e, per quanto possibile, impossibile da rintracciare. Da qualche anno dopo la sua nascita fino ad oggi, il Deep Web è stato il protagonista di molti traffici illeciti. In questo livello vi sono contenuti introvabili dai comuni motori di ricerca, ma ai quali si può accedere tramite un normale browser, se si conosce l’indirizzo.

Qui si possono trovare facilmente documenti legali, cartelle mediche o informazioni governative riservate. Le transazioni si effettuano tramite i Bitcoin, moneta elettronica nata nel 2009, che permette lo scambio di denaro in maniera completamente anonima.



Il Dark Web

Il Deep Web ha nel suo interno un sottolivello più “oscuro”, ovvero il Dark Web (o Dark Net). Questo sottolivello viene definito come un insieme di dati e contenuti resi intenzionalmente invisibili, e non accessibili dai comuni browser ma da software per la comunicazione anonima come Tor o I2P.

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Viene infatti chiamato “darknet” per due motivi, sia perché gli utenti che utilizzano questo sistema, mantenendo l’anonimato, vengono “oscurati” dalla rete, sia perché questo sottolivello viene utilizzato per le più disparate attività illegali. Qui infatti si può trovare davvero di tutto: dalle armi ai passaporti falsi, dalle droghe, al più svariato materiale di natura pedopornografica.

 

Silvia Mion

Redazione CriminalMente



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