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disturbo istrionico

Il disturbo istrionico di personalità è caratterizzato da una continua ricerca di attenzione e teatralità. Il soggetto che ne soffre cerca di stare sempre al centro dell’attenzione, attraverso la manipolazione, la seduzione e l’esagerata manifestazione di emozioni.



Negli individui che soffrono di questo disturbo è presente la cosiddetta “triade della teatralità istrionica“. La vita e i contesti relazionali sono caratterizzati da un aspetto recitativo, nel quale è presente una centralità del corpo. Il corpo viene inconsciamente utilizzato per ricevere attenzioni. Sempre per questo scopo emerge una esasperazione e una sessualizzazione del corpo, che però fa ottenere l’effetto contrario: invece che attrarre gli altri li respinge.

disturbo istrionico

Il disturbo istrionico di personalità nel DSM-V

Il disturbo istrionico, come gli altri disturbi di personalità, deve comparire nella prima età adulta e interessare diversi contesti della vita del soggetto. Il DSM-V lo descrive come un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione.

Per poterlo diagnosticare nel soggetto devono essere presenti almeno 5 dei seguenti elementi:

1) È a disagio se non si trova al centro dell’attenzione;

2) Spesso interagisce con gli altri utilizzando comportamenti sessualmente seducenti o provocanti;

3) Ha un’espressione delle emozioni superficiale e rapidamente mutevole;

4) Utilizza l’aspetto fisico per attirare su di sé l’attenzione;

5) L’eloquio è impressionistico e privo di dettagli;

6) Mostra autodrammatizzazione, teatralità e un’esagerata espressione delle emozioni;

7) È facilmente suggestionabile dagli altri e dalle circostanze;

8) Tende a considerare le relazioni più intime di quanto siano.

disturbo istrionico

Implicazioni criminologiche

Questo particolare disturbo può essere presente sia nelle vittime che negli autori di reato. Per quanto riguarda la sessualizzazione del corpo, questo aspetto, dal punto di vista forense, può predisporre il soggetto a situazioni a rischio. Può portarlo a diventare una vittima di reato.

Un altro aspetto utile da considerare, e interessante in ambito forense, è l’incapacità di vedere la giusta distanza nelle relazioni. Questi individui tendono a considerarle eccessivamente intime e troppo precocemente e ciò può portare all’allontanamento dell’altro. Il soggetto in questo caso può diventare una vittima (nel senso che soffre perché lasciato) oppure trasformarsi in un autore di reato, scatenato dalla rabbia. Un esempio del secondo caso si può ritrovare nel reato di stalking.

 

 

Francesca Guidi

Redazione CriminalMente



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