fbpx
E la vittima che ruolo ha? – CriminalMente
Tempo di lettura: 2 minuti

E la vittima che ruolo ha? La messa in atto di condotte criminali dipende da una miriade di fattori. Tra questi non si può sottovalutare il ruolo rappresentato dalla vittima del reato.



Hans von Hentig, padre della vittimologia, sostiene che autore e vittima siano legati da una relazione significativa, che li rende complementari e che contribuisce alla genesi del crimine. Il rapporto che intercorre tra i soggetti coinvolti è di natura interattiva, comunicativa e simbolica. Tra i due vengono scambiati segnali, messaggi, gesti significativi, che possono senza dubbio essere fraintesi, ma che, tuttavia, contribuiscono attivamente alla consumazione del reato.

E la vittima che ruolo ha?

A sostegno di questa tesi, bisogna considerare che talvolta risultano determinanti i rapporti pregressi tra vittima e reo.

Questi hanno un ruolo preminente soprattutto nei reati che prevedono un contatto tra i soggetti coinvolti, tra cui rientrano maggiormente l’omicidio, la violenza sessuale e i maltrattamenti in famiglia. Inoltre, la probabilità di essere vittimizzati, a prescindere dal tipo di reato, non è eguale per tutti. Infatti, essa dipende dal grado di vulnerabilità individuale, che a sua volta varia a seconda di caratteristiche personologiche predisponenti.



Infine, bisogna considerare che in rari casi la vittima può essere in parte responsabile della propria vittimizzazione. Si tratta della cosiddetta “vittima partecipante”, che volontariamente provoca e aggredisce per prima il soggetto che commetterà, poi, l’azione delittuosa.

E la vittima che ruolo ha? La vittimologia

La vittimologia si occupa di tutto questo. Ovvero studia la vittima nel suo complesso, valutandone le caratteristiche personologiche, biologiche, psicologiche, morali e socio-culturali, le relazioni con l’autore di reato e il ruolo assunto nell’origine del crimine.

E la vittima che ruolo ha?

Tale disciplina si occupa, inoltre, delle ripercussioni psicologiche sulla vittima e sulle persone coinvolte indirettamente, nonché delle conseguenze sociali del reato, a partire da quelle che ricadono sui familiari e sulla cerchia amicale fino ad arrivare ai mass media, alle istituzioni ed alle agenzie di controllo.

Con questo articolo non si vuole in alcun modo colpevolizzare la persona offesa e deresponsabilizzare il reo, ma tenere in considerazione elementi discriminanti che ricorrono in determinate dinamiche delittuose, può essere utile ai fini della prevenzione dei reati stessi.

 

Anna Pavanello

Redazione CriminalMente





criminologia

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: