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Femminicidio ad Alghero, spunta un complice? Farci non ha agito da solo
Femminicidio ad Alghero

Femminicidio ad Alghero. Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore dott.ssa Beatrice Giovannetti, sembrerebbero convinti che Massimiliano Farci non abbia agito da solo. L’uomo, infatti, sarebbe stato aiutato da qualcuno, non ancora identificato, almeno a trasportare e a nascondere il corpo della vittima.

Oggi, il medico legale, il dott. Salvatore Lorenzoni, eseguirà l’autopsia nell’istituto di Patologia Forense dell’Università degli Studi di Sassari. L’accusa che il gip ha rivolto all’uomo è di omicidio, occultamento di cadavere e uso indebito del bancomat

Femminicidio ad Alghero. La ricostruzione della vicenda

Massimiliano Farci, pizzaiolo di 53 anni e proveniente da Assemini (provincia di Cagliari), è accusato del femminicidio di Speranza Ponti, 50 anni, originaria di Uri (provincia di Sassari). I due erano partner da circa due anni e si erano trasferiti ad Alghero, in via Vittorio Emanuele, la stessa via del carcere nel quale Farci doveva rientrare la notte, in quanto sottoposto al regime di semi-libertà per il “delitto della Lotus rossa”, un reato che l’uomo aveva commesso nel 1999.

Dopo l’omicidio, il corpo di Speranza Ponti è stato trasportato e nascosto nella zona di Monte Carru, a pochi chilometri di distanza da Alghero. Farci sostiene che la donna si sia suicidata e che lui l’avrebbe trovata morta a casa e l’avrebbe, in seguito, sepolta in un luogo che amava molto.

 

Fonte: ANSA; Unione Sarda.

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