fbpx
Il peso di un’etichetta. Diario dell’esperimento – CriminalMente
Tempo di lettura: 2 minuti

Il peso di un’etichetta. Diario dell’esperimento. Questa ricerca nasce in seguito alla notizia dell’ennesimo suicidio in carcere (a Poggioreale, per la precisione) e all’apertura dei commenti sotto un articolo al riguardo su un sito web locale, contenenti opinioni fortemente negative nei confronti dei detenuti in senso più ampio.



Ho notato che ben poche sono state le condivisioni di tale notizia rispetto ad altre, e che alcune testate maggiori non hanno pubblicato l’articolo sulla propria pagina ufficiale: il link condiviso proveniva infatti da profili privati.

Ciò ha suscitato in me una forte curiosità che mi ha spinto a svolgere una piccola “ricerca sociale”, chiedendomi che tipo di reazione abbiano le persone davanti a notizie molto generali (simulando il titolo di un qualsiasi articolo) riguardanti soltanto detenuti in situazioni di difficoltà o pericolo.

Il peso di un’etichetta

Il peso di un’etichetta. Risultati

Ho preso in analisi un campione di trecentocinquanta persone (superando il numero dei commenti da me letti) e le ho sottoposte ad un sondaggio di cinque domande.

Il campione a cui è stato somministrato il sondaggio è misto, coinvolgendo gente di diversa età, sesso e titolo di studio.

Il risultato è stato abbastanza chiaro nei numeri: uno schiacciante 62% per chi prova dispiacere, un 24% di persone indifferenti, solo lo 0,6% prova sollievo. Il restante, invece, esprime emozioni che vanno dalla rabbia e affini al domandarsi che tipo di reato abbia alle spalle il detenuto.



Anche nelle domande successive e nelle motivazioni il risultato rimane simile: il 63% prova irritazione per la mancanza di beni nelle carceri (definendolo anche un fallimento delle istituzioni), mentre solo il 15% prova fastidio perché il carcere non è un albergo.

Il 73% del campione si schiera a difesa del detenuto in caso di abuso di potere, il 25% non si schiera, il 2% difende il poliziotto.

Per quanto il campione sia misto, la maggior parte delle persone che ha risposto sono giovani, di un’età che oscilla fra i 18 e 35 anni.

Forte è stata anche l’affluenza della fascia 35-60.

Considerazioni

Alle nuove generazioni importa ciò che succede ai rei: si esprimono infatti in modo neutro o positivo.

Per quanto il reato commesso possa influenzare le opinioni personali, davanti a un’ipotesi generale si sono mostrati comprensivi, al contrario di quanto emerso nei commenti sotto al post della notizia di suicidio (in quest’ultimo caso, nonostante il detenuto non avesse commesso reati gravi).



L’etichetta non è scomparsa del tutto e, purtroppo, c’è ancora molta disinformazione sulla funzione del carcere.

Ciò che mi fa riflettere è quel 15% che pensa che le strutture debbano essere molto rigide anche sui beni di prima necessità: anche se si tratta di una piccola percentuale, ampliata a più di trecentocinquanta persone ne fa aumentare il numero in modo vertiginoso.

Le case circondariali non devono negare la dignità delle persone (a questo proposito, l’esempio più virtuoso è rappresentato dalle carceri svedesi), poiché la funzione rieducativa della pena è sancita dall’articolo 27 della Costituzione: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

La rieducazione è un concetto fondamentale per combattere la recidiva, e importanti sono anche le influenze sociali esterne. Il carcere non è un universo parallelo lontano dalla realtà quotidiana: queste due sfere si influenzano reciprocamente.

L’esperienza all’interno delle strutture e il trattamento sono fondamentali, ma il nostro interesse nei confronti di certe notizie potrebbe aiutare i rei nella futura integrazione, o semplicemente migliorare la loro concezione della società.

Alexandra Francavilla

Autrice Freelance





Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: