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il volto nell'investigazione e nel processo

Il volto nell’investigazione e nel processo. In un’epoca come la nostra sarebbe interessante riscoprire il ruolo della fisiognomica e quanto questa influisca nell’investigazione.



Già nei tempi antichi si sperava di capire una persona dal suo volto e questo accade ancora ancora oggi, il volto è il nostro biglietto da visita, esistono infatti infiniti modi per definire la “faccia”: fare le facce, volta faccia, metterci la faccia ecc.

il volto nell'investigazione e nel processo

Il volto nell’investigazione e nel processo

In passato la frenologia, la fisiognomica e la chiromanzia erano tre discipline accomunate dal desiderio di comprendere a fondo l’uomo in ogni suo aspetto. Vennero condotti diversi studi sulla base di queste discipline, uno dei più famosi riguarda l’esperimento di Renè Spitz sulla reazione a un volto sorridente.

Nell’esperimento si constatava come un bambino rispondesse al sorriso, se gli veniva posta di fronte una persona sorridente allora il bambino rispondeva con un sorriso, se invece gli si poneva di profilo il bambino non rispondeva al sorriso, lo stesso accadeva se la persona deputata a sorridere indossava una maschera.

Altri esperimenti su questo filone vennero condotti da Lombroso nell’800, da Lavater alla fine dell’800, da Cunningham nel ‘900.

Tutt’oggi continuano gli esperimenti e gli studi sul volto umano. Un sistema di misurazione del volto noto come FWHR ossia il rapporto larghezza/altezza facciale, determinato misurando la distanza orizzontale tra i bordi esterni degli zigomi e la distanza verticale dal punto più alto del labbro superiore fino al punto più alto delle palpebre, la larghezza viene quindi divisa per l’altezza, fornisce informazioni sulla personalità di una persona.

Un individuo con un elevato FWHR risulta essere più aggressivo e più propenso ad assumersi rischi rispetto ad un soggetto con una misurazione larghezza/altezza inferiore.

Un’altra ricerca indaga il rapporto tra l’avere un volto attraente e l’attività criminale in soggetti di età compresa tra i 18 e i 26 anni. I risultati dimostrano che l’essere attraenti riduce la propensione all’attività criminale mentre essere poco attraenti aumenta un certo numero di crimini come rapine o spaccio, questo effetto è stimato con più precisione nelle femmine.

il volto nell'investigazione e nel processo

Tecniche per la lettura del volto

Ad oggi sono state sviluppate diverse tecniche per la lettura del volto umano, tra le più importanti ricordiamo il metodo F.A.C.S. di Paul Ekman, un sistema di codifica che attribuisce un significato emotivo alle singole unità d’azione. Il Face Reader, strumento per l’analisi delle micro espressioni.

Il Biometric Optical Surveillance System (BOSS) un sistema che permette di riconoscere un volto anche in mezzo alla folla. Il Future attribute Screening Technology (FAST)lo scopo è di rilevare il “cattivo Intento” sottoponendo le persone a indicatori psicologici e fisiologici in un Laboratorio di Screening Mobile.

Tutte queste tecniche sono sicuramente molto interessanti ma saranno anche efficaci?  Vi lasciamo con questa domanda: siamo davvero certi che bastino dei parametri di misurazione di un volto per capire se possiamo fidarci o meno della persona che ci è di fronte?

 

MaryJo Sapuppo

Redazione CriminalMente



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