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Pamela Mastropietro

C’è un nuovo indagato per la morte di Pamela Mastropietro. Il corpo smembrato e senza vestiti della 18enne di Roma, era stato trovato lo scorso 31 gennaio nelle campagne di Pollenza, vicino a Macerata, all’interno di due valigie abbandonate in un fosso.



Ricostruzione dell’indagine sulla morte di Pamela Mastropietro

Pamela Mastropietro era nelle Marche dallo scorso ottobre, perché era ospite della comunità di recupero “Pars” di Corridonia. Aveva un problema di tossicodipendenza. Si era allontanata a piedi dalla struttura il 29 gennaio, senza documenti né cellulare, portando con sé solo un trolley rosso.

L’inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio non si ferma ad una settimana dopo il delitto.  La mattina del 30 gennaio, tre ore prima di morire, la ragazza romana fu accompagnata proprio da Oseghale, che aveva solo hashish da vendere, allo Stadio dei Pini di Macerata per comprare da un altro spacciatore la dose di eroina che cercava. Pagò 30 euro, grazie ai soldi ricevuti da Francesco Mercuri, l’uomo di Mogliano che le aveva dato un passaggio in macchina il giorno prima, quando lei era appena scappata dalla comunità “Pars” di Corridonia. Quindi, con la dose in tasca, Pamela entrò nella farmacia di via Spalato, acquistò la siringa e salì in casa di Oseghale, andando incontro al suo destino atroce.

Pamela Mastropietro

Aggiornamenti sul caso

Per ora l’uomo, amico di Oseghale Innocent, il nigeriano di 29 anni fermato per il presunto delitto, è accusato soltanto di concorso in spaccio di droga. Le indagini dovranno stabilire le sue responsabilità e se e come abbia aiutato Oseghale.

Oseghale Innocent, secondo il Corriere della Sera, avrebbe accompagnato Pamela per comprare una dose di eroina da un altro pusher, un suo amico L. D., che per ora è accusato solo di concorso in spaccio di droga. È questo lo spacciatore finito nel mirino degli investigatori. La ragazza salì poi in casa del nigeriano.

Pamela Mastropietro

Restano da chiarire ancora molti dubbi sul decesso. Pamela (l’autopsia non lo esclude), potrebbe essere morta per overdose, come sostiene Oseghale. Quest’ultimo ha raccontato ai magistrati di aver perso la testa dopo aver visto la ragazza senza vita. Ha quindi sezionato il cadavere e comprato candeggina per pulire. Forse è stato aiutato da qualcuno, è il sospetto degli investigatori.

Per ora l’unica persona arrestata nell’ambito delle indagini è il 29enne nigeriano Innocent Oseghale, che ora si trova nel carcere di Ancona: l’accusa è di vilipendio e occultamento di cadavere.

Alexa Roscioli

Redazione CriminalMente



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