fbpx
Io ci sto: il video virale diventa violenza - CriminalMente
Io ci sto
Tempo di lettura: 2 minuti

Io ci sto. Il tormentone del momento. Quello che doveva essere un contest aziendale privato, è diventato un simpatico video virale. Almeno all’inizio. Poi si è passati alla violenza.



Per i pochi che non conoscono la storia, la filiale di Intesa San Paolo di Castiglione delle Stiviere, ha realizzato un video nell’ambito di un contest aziendale interno. Quel video, però, non è rimasto privato. È stato reso pubblico da qualcuno all’interno dell’azienda.

Io ci sto. L’evoluzione nei social

Il video, postato sui social, ha raccolto da subito un successo enorme. Perché, a ben vedere, il video è veramente divertente. Probabilmente, in fase di realizzazione, gli ideatori avevano pensato che potesse essere qualcosa di carino. Invece si è trasformato in qualcosa su cui scherzare.

Chissà, magari anche i protagonisti, dopo essersi rivisti, si sono fatti quattro risate. Purtroppo però, la rete ha deciso che non basta riderci su. E via di insulti, osservazioni sull’aspetto fisico della direttrice, inviti a rinchiudere tutti in manicomio, fino alle minacce di morte. Tutte cose assolutamente inaccettabili in una società civile.

io ci sto

La violenza psicologica in rete e il cyberbullismo

La direttrice della filiale è stata costretta ad oscurare il suo account su facebook. Perché è stata presa d’assalto da centinaia di persone che le hanno detto ogni vessazione possibile. Oltre alle ingiurie, stiamo parlando di violenza psicologica e di cyberbullismo.

Il cyberbullismo è l’attacco offensivo continuo, ripetuto e sistematico fatto attraverso internet. Questo tipo specifico di bullismo rappresenta una violenza psicologica enorme per la vittima. Il bullo online, spesso, mantiene l’anonimato attraverso gli account fake. Inoltre, spesso i bulli operano in branco per cui ci sono tante persone che vessano una singola vittima. Questo tipo di “tutela” per il bullo lo mette nelle condizioni di fare online ciò che non farebbe mai di persona.

io ci sto

La violenza psicologica porta a serie conseguenze per la vittima. In particolare, depressione e tristezza nel 77% dei casi, pratiche di autolesionismo, e pensiero suicidario nell’11% dei casi. In Italia, il cyberbullismo vìola l’art.3 della Costituzione sulla pari dignità sociale e l’eguaglianza tra i cittadini. Inoltre, è regolato dalla legge n°71 del 29 maggio 2017.

Roberto Molino



Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: