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Iran, raid contro le basi Usa: almeno 80 morti e 200 feriti
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L’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani per mano degli Usa non è passata inosservata. Alle ore 1:20 (ora locale, mezzanotte circa in Italia) della mattina di oggi, mercoledì 8 gennaio, l’Iran ha dato avvio all’operazioneSoleimani Martire“.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, dal territorio iraniano si è abbattuta una pioggia di missili balistici a corto raggio e cruise, diretti contro le due basi Usa presenti  in Iraq: la base di al-Asad e quella di Erbil. La vendetta iraniana ha, pertanto, causato la morte di almeno 80 persone e altre 200 sono rimaste ferite.

L’Iran ha lanciato tra i 20 e i 30 missili

La televisione di Stato iraniana ha riferito: “Grandi perdite sono state inflitte a numerosi droni, elicotteri ed equipaggiamento militare nella base. Circa 104 obiettivi degli Stati Uniti e dei suoi alleati locali sono sotto osservazione da parte dell’Iran e, se commetteranno un errore, siamo pronti ad attaccarli“.

Le fonti locali hanno anche reso noto che non è stato colpito alcun soldato iracheno e che i militari italiani son riusciti a rifugiarsi in appositi bunker.

La risposta degli Usa

Tuttavia, mentre il corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha minacciato “azioni ancor più devastanti” contro gli Stati Uniti d’America, il presidente Donald Trump non sembra essere particolarmente scosso dalla faccenda. Il leader della Casa Bianca ha affidato i suoi commenti attraverso un tweet: “Fin qui tutto bene! Abbiamo i soldati più forti e meglio equipaggiati di tutto il mondo“.

 

Nel corso della mattinata di oggi, sarà prevista una dichiarazione pubblica – probabilmente, si rivolgerà ai suoi cittadini in diretta televisiva – da parte del Presidente Trump. Nel frattempo, a Washington, si è già riunito il Consiglio per la Sicurezza Nazionale e il Pentagono, in una nota, ha affermato che si stanno ancora valutando le conseguenze del raid.

 

 

 

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