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La Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi. 50 anni dal furto – CriminalMente
Tempo di lettura: 2 minuti

Sono passati 50 anni, ma del celebre dipinto di Michelangelo Merisi, per tutti Caravaggio, non c’è traccia. La storia è abbastanza nota. Il dipinto è datato 1600 e racconta la nascita di Cristo con la presenza, appunto, di San Lorenzo e di San Francesco d’Assisi.



Al momento del furto, la tela si trovava nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo. Intorno alle tre del pomeriggio del 18 ottobre 1969, una delle custodi dell’oratorio si accorge dell’assenza. La mafia siciliana aveva colpito e aveva trovato vita facile data la totale assenza di misure di sicurezza.

Le teorie sul destino della tela

La prima teoria arriva dal pentito Vincenzo La Piana che sostiene che lo zio, il narcotrafficante Gerlando Alberti abbia seppellito la tela in una cassa di ferro con all’interno anche cinque chili di cocaina e alcuni milioni di dollari. Dopo aver indicato un luogo, le Forze dell’Ordine non hanno trovato nulla.



Nel 1980, il giornalista Peter Watson affermò di essere stato contattato da un mercante d’arte a Laviano, in provincia di Salerno, che gli propose la tela dipinta da Caravaggio. L’incontro fu fissato ma non avvenne mai. Fu impedito dal grande terremoto che colpì l’Irpinia proprio nel giorno dell’incontro.

Nel 1996 fu il turno di Giovanni Brusca. Il collaboratore di giustizia ed ex mafioso riferì che il dipinto fu proposto da Cosa Nostra allo Stato Italiano in cambio di un alleggerimento dell’art. 41 bis. Lo Stato rifiutò l’offerta.  Lo stesso anno, Salvatore Cancemi, collaboratore di giustizia, affermò di aver visto la Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi a una riunione della Cupola. Fu esposta come segno del potere della Mafia siciliana.



L’ultima teoria

Due anni fa, Gaetano Grado, appartenente a Cosa Nostra, afferma che la tela si trova all’estero. Nel 1970, Gaetano Badalamenti, capo della cosca mafiosa di Cinisi (PA), avrebbe venduto la tela in Svizzera a un antiquario. Grado afferma, infine, che Badalamenti gli avrebbe detto di aver “scomposto” la tela per poterla vendere nel mercato clandestino.

Purtroppo non è possibile verificare la veridicità di queste storie. E la domanda resta: dove si trova la Natività di Caravaggio?



Roberto Molino

Redazione CriminalMente





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