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Mafia: arrestato 25 anni dopo omicidio. Si tratta di Filippo Sciara, 54 anni, accusato di aver assassinato Diego Passafiume il 22 agosto 1993. Ad effettuare l’arresto sono stati i Carabinieri del reparto Operativo di Agrigento.

L’omicidio fu commesso 25 anni fa a Cianciana in provincia di Agrigento. Passafiume era un piccolo imprenditore della zona molto stimato e ritenuto scomodo dalla Mafia.

Mafia: arrestato 25 anni dopo omicidio. Un’indagine lunga 25 anni

Nel ’93 i Carabinieri ritrovarono, nelle prime ore dalla scoperta del corpo, l’auto utilizzata dal killer in fiamme. E l’autopsia confermò la morte dell’imprenditore dopo tre fucilate, una delle quali in pieno volto. Dopo attente indagini si scoprì che Passafiume faceva parte di quegli imprenditori che non si piegavano alle cosche mafiose e perciò era stato preso di mira.

L’indagine era stata archiviata e poi riaperta, dopo alcune dichiarazioni rilasciate da alcuni collaboratori di giustizia. Infine, grazie all’abilità degli investigatori, la morsa delle indagini si è stretta intorno al nome di Filippo Sciara, agrigentino di 54 anni.

Il killer affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana

Filippo Sciara sarebbe ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana, in provincia di Agrigento. Famiglia che sarebbe già stata coinvolta nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, il 13enne figlio di Santino Di Matteo, ucciso e poi disciolto in una vasca di acido nitrico.

Il presunto killer è indagato per omicidio premeditato, con l’aggravante dell’agevolazione dell’attività di Cosa Nostra. Inoltre, è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo dovrà fare i conti, in aggiunta a tutte le prove a suo carico, con le dichiarazioni rese da tre collaboratori di giustizia: Pasquale Salemi, Maurizio Di Gati e Giuseppe Salvatore Vaccaro. Secondo le parole dei pentiti, “l’omicidio fu commesso nel contesto mafioso territoriale, in quanto Diego Passafiume era ritenuto un imprenditore scomodo, che faceva troppa concorrenza alle dinamiche mafiose“.

 

Fonti: Ansa.it, La Sicilia, tp24.it

 

Roberto Molino

Redazione CriminalMente

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