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Mascherina 19: le vittime di violenza ai tempi della quarantena
mascherina 19

Mascherina 19: le vittime di violenza ai tempi della quarantena.

In questo periodo di emergenza che l’Italia si trova a fronteggiare, bisogna prendere atto di tutte le problematiche politiche, economiche e sociali.

Uno dei temi che ultimamente siamo “abituati” a sentire e a vedere tramite i telegiornali è una forma di violenza non visibile al mondo esterno, ma che esiste: la violenza domestica. Quest’ultima spesso in quanto sotterranea e invisibile, è anche la più diffusa.

La violenza domestica include una serie di comportamenti:

  • La violenza psicologica ed emotiva;
  • La violenza fisica e sessuale;
  • L’uso della coercizione, di minacce e di intimidazioni;
  • L’isolamento;
  • La minimizzazione e la negazione di colpe;
  • L’utilizzo strumentale dei bambini;
  • L’uso dei privilegi maschili;
  • La violenza economica.

Tutte queste forme di violenza non sono isolate le une dalle altre, ma spesso si verificano contemporaneamente e di conseguenza impattano negativamente sulla vittima.

A tal proposito, uno dei possibili rimedi di contrasto di tale condizione messa a punto dalla Spagna, come viene citato dai quotidiani il Messaggero e la Stampa, è “Mascherina 19”.

Che cos’è “Mascherina 19”?

È un nome in codice che vuol dire “aiuto, sono vittima di violenza in casa”. Con tale modalità le farmacie diventano un presidio per poter denunciare gli abusi e le violenze domestiche. In questo modo le farmacie possono avvisare la polizia sezione speciale violenza di genere.

Potrebbe essere un buon metodo per poter denunciare atti di violenza, che potrebbe essere esportata anche in altre nazioni che si trovano a fronteggiare tale emergenza.

Discorso sulla campagna antiviolenza

Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, la rete nazionale che raccoglie 80 organizzazioni che gestiscono centri antiviolenza, ad inizio emergenza da coronavirus ha rivolto alle donne che subiscono violenza, tale appello su Dire: “noi dei centri antiviolenza ci siamo: da casa, dal nostro telefono di emergenza, anche via skype laddove possibile”.

L’Associazione Nazionale D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza”, ha costruito una mappa online dei Centri antiviolenza in Italia al fine di aiutare tutte le donne a trovare un Centro nel proprio territorio, a cui è possibile accedere tramite link: http://comecitrovi.women.it/index.php?route=centri/italia.

I Centri antiviolenza svolgono attività di consulenza psicologica, consulenza legale, gruppi di sostegno, formazione, promozione, sensibilizzazione e prevenzione, raccolta ed elaborazione dati, orientamento ed accompagnamento al lavoro, raccolta materiale bibliografico e documentario sui temi della violenza.

Le Case rifugio, spesso ad indirizzo segreto, ospitano le donne ed i loro figli minorenni per un periodo di emergenza.

 

Riproduzione riservata.

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