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Mentire Inconsapevolmente – Cosa avviene nella mente del testimone? – CriminalMente
mentire inconsapevolmente - cosa avviene nella mente del testimone
Tempo di lettura: 2 minuti

 

L’interpretazione si attiva immediatamente e in maniera automatica, e poggia saldamente sulla nostra personale modalità di organizzare e dare significato alla realtà esperita. Le inferenze si nutrono delle nostre conoscenze, dei nostri schemi cognitivi e dei nostri stereotipi, in più distorsioni e informazioni fuorvianti possono insinuarsi anche tramite elementi introdotti da domande suggestive, nasce così quello che si può definire un falso ricordo.



Tra il mentire, cioè dire consapevolmente falsità, e dire la verità ossia riferire i fatti in modo conforme al loro effettivo svolgimento esiste infatti una terza possibilità: quella del teste che riferisce una certa versione dei fatti nell’erronea convinzione che essa sia vera. Si tratta di quella che si può definire la falsa testimonianza inconsapevole. Non ci vuole la malafede, basta avere una teoria da confermare, il nostro cervello fa tutto da solo percependo, rielaborando, verbalizzando in modo da adattare i fatti alla teoria.

È opportuno precisare che creare un falso ricordo non significa mentire.

Ciò può sembrare paradossale e lo è, ma la conoscenza sulla quale possiamo contare non riguarda una realtà oggettiva, ontologica, ma esclusivamente l’ordine e l’organizzazione che diamo alle nostre esperienze.

 Quali sono i fattori che possono influenzare e limitare la testimonianza?

  1. Fattori associati alla qualità dell’evento: tempo e frequenza di esposizione allo stimolo, posizione seriale dello stimolo, salienza dei dettagli, percezione del volto, dettagli periferici, numero di persone presenti, livello di illuminazione, percezione uditiva, posizione dell’osservatore rispetto all’evento;
  2. Fattori associati alle caratteristiche ed alle condizioni contestuali del testimone: sesso, intelligenza, personalità, comprensibilità dell’evento, ruolo della conoscenza generale posseduta, droghe, psicofarmaci e alcol, gravità del fatto;
  3. 3 Fattori legati alla modalità di recupero e alle caratteristiche del testimone: utilizzo della rievocazione o del riconoscimento, il ruolo del testimone, memoria indotta, riconoscimento delle voci, il contesto dell’interrogatorio.



Una testimonianza come può essere ritenuta valida?

Da uno studio di Kassin, Tubb, Hosch e Memon, che hanno intervistato 64 esperti in psicologia della testimonianza, sono emersi i principi base per ritenere affidabile una testimonianza, tra i quali:

  • Formulazione delle domande: la testimonianza di un testimone oculare circa un evento può essere influenzata da come sono formulate le domande che gli vengono poste;
  • Informazioni post-evento: la deposizione di testimoni oculari di un evento spesso riflette non solo ciò che realmente videro, ma anche informazioni che hanno ottenuto successivamente;
  • Suggestionabilità dei bambini: i bambini sono più vulnerabili rispetto agli adulti, alla suggestione dell’intervistatore, a pressioni personali ed altre influenze sociali;
  • Le istruzioni date per la ricognizione di persona possono influenzare la volontà di un testimone oculare di identificare qualcuno e/o la probabilità che venga identificata una determinata persona;
  • Suggestionabilità per ipnosi: l’ipnosi incrementa la suggestionabilità a domande fuorvianti o conduttrici;
  • Influenzabilità della sicurezza del testimone: la sicurezza di un testimone può essere influenzata da fattori non correlati all’attendibilità del riconoscimento;
  • Pregiudizi indotti dall’esibizione di foto del sospetto: l’esposizione di fotografie del sospetto incrementa la possibilità che il testimone sceglierà in seguito tale sospetto in una ricognizione;
  • Atteggiamento e aspettative: la percezione e la memoria di un evento da parte di un testimone oculare possono essere influenzate dal suo atteggiamento e dalle sue aspettative;
  • etc…

Attraverso gli studi della psicologia della testimonianza e della memoria, si è potuto constatare come l’identificazione di una persona sia un compito tutt’altro che facile e soprattutto a rischio di inquinamento dovuto a suggestioni e pressioni esterne.

L’identificazione dell’autore di un  crimine è spesso soggetta ad errori commessi dai testimoni e dalle vittime.



Mary-Jo Sapuppo

Redazione CriminalMente





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