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New York, 18enne uccisa a coltellate dalla baby gang
baby gang

La città di New York è stata scossa da un terribile atto di violenza da parte di una baby gang, avvenuto in una delle zone più tranquille.

Tessa Majors, una matricola 18enne Bernard College, è stata uccisa a coltellate a Morningside Park. Il parco, che si trova a pochi passi dalla Columbia University, è noto per essere particolarmente tranquillo e altamente sorvegliato, a seguito della sua riqualificazione.

Tessa è stata accoltellata da ragazzini

L’omicidio della 18enne è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 dicembre.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate attraverso le telecamere di videosorveglianza, Tessa Majors stava camminando nel parco di Manhattan. Ad un certo punto, è stata avvicinata e circondata da dei ragazzini, che le hanno intimato di consegnarle il denaro posseduto.

La studentessa ha, però, reagito e si sarebbe rifiutata. A quel punto, alcuni dei componenti della baby gang l’hanno pugnalata ferocemente al viso, al collo e allo stomaco.

La 18enne ha provato a chiedere aiuto

Successivamente, Tessa ha provato a trascinarsi, per chiedere aiuto, verso il gabbiotto degli agenti, presente all’ingresso della Columbia University. Proprio i quel momento, non ha trovato nessuno, in quanto l’agente in turno aveva appena iniziato il giro di controllo serale.

L’agente l’ha trovata solo in seguito, quando non c’era più nulla da fare. Accanto a lei, il cellulare sfortunatamente scarico. Nessuna traccia, invece, della borsa.

I componenti della baby gang

Sebbene le indagini siano ancora in corso, sono stati già individuati alcuni componenti della baby gang responsabile dell’omicidio della studentessa.

Nella giornata di sabato 14 dicembre, è stato infatti arrestato un ragazzino di 13 anni. Individuato grazie alle telecamere di sorveglianza, è stato fermato all’ingresso di un edificio vicino alla scena del crimine. Al momento dell’arresto, indossava ancora gli stessi abiti utilizzati durante l’assassinio. In aggiunta, in una delle tasche, aveva il coltello identificato come la presunta arma del delitto.

Tuttavia, il 13enne ha ammesso di aver solo assistito alla rapina e all’omicidio, ma di non aver fatto nulla di più. In tal senso, ha scaricato l’intera responsabilità su due suoi amici, dell’età di 14 anni.

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