fbpx
Omicidio Giordana, confermata la condanna a 30 anni per l’ex – CriminalMente
giordana di stefano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ricorso inammissibile”, ha dichiarato la Suprema Corte di Cassazione. Così, si chiude un capitolo durato ben 4 anni, da quel 6 ottobre 2015, giorno in cui Giordana Di Stefano è stata brutalmente uccisa dal suo ex compagno, Antonio Luca Priolo.

30 anni di carcere per l’assassino di Giordana

È stata una lotta piuttosto dura e faticosa, che ha visto in prima posizione Vera Squatrito, la mamma di Giordana. Però, è stata vinta.

Proprio nella giornata di ieri, giovedì 21 novembre, è arrivata la condanna definitiva. Il sostituto procuratore generale della Cassazione Roberta Maria Barberini, alla fine della requisitoria svoltasi davanti ai giudici di prima sezione penale, aveva chiesto di rigettare il ricorso avanzato dai legali di Priolo. Dunque, la Suprema Corte di Cassazione ha accettato tale richiesta e, addirittura, ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione.

Il commento della difesa di Priolo

Si ricorda che la sentenza di primo grado era stata emessa il 7 novembre 2017, a seguito del processo svolto con rito abbreviato. Lo scorso gennaio, invece, i giudici della Corte d’Assise di Appello Catania avevano confermato la pena di reclusione pari a 30 anni.

Con la nuova sentenza, la condanna è diventata definitiva. Gli avvocati Giovanni Aricò e Francesco Marchese, ovvero i legali di Antonio Luca Priolo, hanno commentato: “Il pg aveva chiesto il rigetto del ricorso che, secondo noi, era fondato. Quindi, attendiamo di leggere le motivazioni. Comunque, le sentenze vanno sempre rispettate”.

Giordana, uccisa con 48 coltellate

Giordana Di Stefano è stata uccisa, all’età di soli 20 anni, il 6 ottobre 2015, dal suo ex compagno Antonio Luca Priolo, proprio il giorno dell’udienza preliminare dal Gip. La donna, infatti, aveva denunciato il convivente per stalking. Aveva comunque deciso di ritirare la denuncia, tanto che non si era nemmeno costituita parte civile nel procedimento per stalking.

Dalla loro storia era nata anche una bambina, che all’epoca dei fatti aveva 4 anni e che era all’origine di un contenzioso civile tra i genitori. Giordana voleva il suo affidamento esclusivo, mentre Priolo era disposto a concederlo in cambio del ritiro della denuncia per stalking.

Quella terribile notte del 6 ottobre, Giordana aveva acconsentito a incontrare Priolo. I due si erano visti all’interno dell’auto di lei, poi la tragedia. L’uomo aveva inferto 48 coltellate sul corpo della ragazza, lasciandola dissanguare. Successivamente, aveva tentato la fuga, ma era stato bloccato a Milano dai Carabinieri, a cui aveva confessato l’omicidio.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: