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Passione Nera - I volti della violenza nel cinema italiano d'autore - CriminalMente
Passione Nera
Tempo di lettura: 5 minuti

Passione Nera – I volti della violenza nel cinema italiano d’autore.

Passione Nera

Venerdì 20 ottobre siamo stati al Blah Blah in occasione della presentazione del libro “Passione Nera – i volti della violenza nel cinema italiano d’autore“. Gli autori sono Claudio Mangolini, giornalista e musicista, e Flaminia Bolzan, psicologa e criminologa, ai quali Alexa Roscioli, autrice e conduttrice di CriminalMente, ha rivolto alcune domande.



La prima domanda che vi pongo è questa: Come avviene l’incontro tra un artista e una criminologa?

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Bolzan: È un incontro che nasce in maniera strana nei tempi e nelle modalità, che sono quelle di una relazione epistolare 2.0, quando Claudio inizia a contattarmi per email chiedendomi un’intervista per il mensile sul quale scrive che è “Il Mondo di None”. Nell’ambito di questa intervista mi fa una domanda relativa al mio desiderio, se ci fosse mai stata per me l’ipotesi di scrivere un qualcosa che potesse mettere insieme gli argomenti di cui si occupa lui, quindi la musica in cinema, e la mia professione, la criminologia. Io, molto interessata, rispondo che sì, ci avevo pensato e mi sarebbe anche piaciuto, ma non sarei mai stata capace perché, appunto, le mie conoscenze sul cinema sono tutt’altro che profonde come le sue. E questa è la visione della criminologa.

Mangolini: Io non ho molto da aggiungere, ha già detto già detto lei quindi diciamo sì, che è nato, appunto, da questo rapporto epistolare, poi, dopo tutta una serie di email che ci siamo scambiati abbiamo abbiamo deciso di dare di dare vita a questo progetto.

Allora, l’altra domanda invece è: Qual è il tipo di lavoro dietro un libro così scientifico ma allo stesso tempo artistico?

Bolzan: Allora il lavoro sotto il profilo scientifico, e quindi per quello che ha riguardato la mia parte, in realtà è stato cercare di collegare quelle che sono le teorie quelle che sono le evidenze della letteratura e quindi quanto è stato sostenuto da diversi studiosi rispetto ai macro temi di cui ci siamo occupati. Le pellicole sono 32, e poi passerò la parola a Claudio che ve ne saprà raccontare sicuramente meglio.

I macrofiloni in cui abbiamo deciso di dividerle sono cinque. In particolare, abbiamo iniziato con quello che è il campo elettivo degli studi criminologici.

O meglio, degli studi relativi al profiling che poi è la disciplina di cui cerco di occuparmi. Quindi abbiamo iniziato raccontando i serial killer in chiave storica, perché c’è un introduzione che riguarda appunto la vita della contessa Erzsébet Bathory, e in chiave anche scientifica, come dicevamo prima, riprendendo quelle che sono state le teorie che poi hanno portato al profiling e quindi le teorie di Douglas di Ressler con le relative classificazioni. Non è stato sempre semplice perché chiaramente quello che io dico sempre che il cinema è una finzione, è un’artefazione, e per quanto ben fatto non sarà mai fedele alla pura rappresentazione della realtà che invece uno scienziato deve essere in grado di descrivere in maniera oggettiva.

Stessa domanda per Claudio Mangolini.

Mangolini: Allora la scelta delle pellicole è stata una cosa molto personale. Nel senso che, ovviamente, abbiamo dovuto individuare delle pellicole, 32, che si potevano prestare ad un’analisi criminologica e psicologica. Quindi all’interno del panorama cinematografico italiano non è molto semplice o meglio è semplice perché ce ne sono un monte di pellicole che si possono prestare questo tipo di lavoro. Però, onde evitare di trattare sempre i soliti film triti e ritriti abbiamo focalizzato la nostra attenzione su altre tipologie di film.

Ti cito alcuni titoli, quindi ci sono un paio di film di Dario Argento, c’è “Quattro mosche di velluto grigio”, c’è “Tenebre”di Dario Argento.

Ci sono tre film di Mario Bava ci sono dei film di Lamberto Bava c’è un film di Lucio Fulci. Comunque tutta una serie di registi che hanno fatto grande il cinema, chiamiamolo di genere, che per me non è un cinema di genere ma sempre un cinema comunque di serie A. Mettiamola così.

Ok, quindi un duro e lungo lavoro. Allora invece adesso rivolgo una domanda a Mangolini. Quanti film sono stati esclusi dal libro?

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Mangolini: Guarda, ne abbiamo esclusi un sacco nel senso che il progetto era partito con un progetto proprio fantascientifico, diciamo così. In teoria dovevano essere 160 film dalla cinematografia mondiale quindi italiani e non. Poi ci siamo resi conto che sarebbe venuto fuori come un progetto titanico quindi abbiamo dovuto restringere il campo e abbiamo focalizzato solo esclusivamente l’attenzione, ripeto, su 32 pellicole che secondo me e secondo Flaminia meritavano un attenzione di un certo tipo. Quindi da lì siamo partiti poi pian piano il libro ha visto la luce, adesso è fuori e siamo contenti di questo, via.

Lo scopo è quello relativo all’ambito criminologico – psicologico, giusto?

Bolzan: È relativo a quest’ambito, ma relativo soprattutto alla divulgazione di quella che di fatto è un arte, è un plusvalore che noi abbiamo in Italia. Claudio ha citato numerosissimi registi che hanno fatto delle opere che pur potendo piacere o no, sono certamente da annoverare nei registri stilistici di grandissimi autori. Quindi, chiaramente, vorremmo cercare di avvicinare il pubblico a questo tipo di pellicole. Ovviamente faremo anche cercare, attraverso quella che è la mia visione di tutto questo, di favorire un buon pensiero critico.

Perché di fatto il problema principale è proprio quello relativo all’estetizzazione della violenza.

Chi si occupa di criminologia e di psicologia criminale, di psicologia giuridica e di tutte queste materie afferenti lo sa. Che cosa succede nella mente della persona che vede rappresentata sul grande schermo o sul  piccolo un’immagine di violenza a volte estrema? Abbiamo cercato di dare le nostre risposte. Io ho ancora tanti interrogativi aperti e spero di chiarirli, a me stessa in primis e agli altri il prima possibile.



Grazie. Un’altra domanda che rivolgo a lei. Lo spettatore, quindi anche il lettore, ama la semplice violenza o c’è qualcosa di diverso dal piacere?

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Bolzan: Ci sono varie teorie. Perché un film piaccia è necessario che lo spettatore possa proiettare qualcosa di sé sui vari personaggi che, nello specifico, diventano gli attori. Quando lo spettatore si trova di fronte alla violenza può avere due tipologie di reazione. Il rifiuto completo, perché chiaramente è una cosa che spaventa – una cosa che ci terrorizza.

Oppure la scelta di guardare queste scene proprio per esorcizzare questa violenza e quindi, se io la vedo rappresentata è un qualcosa di lontano che non può capitare a me.

Queste sono, diciamo, le direttrici principali. Poi, ragionevolmente, bisognerebbe fare una valutazione caso per caso. Ed è per questo che. senza finzioni o altro, anche un po’ di self promotion provate a comprare il libro provate a vedere l’effetto che vi fa leggere la violenza. Poi, se decidete di spingervi un po’ avanti provate a vedere qualcuna di queste pellicole e poi fateci sapere che cosa ne pensate.

Ottimo. Un’ultima domanda per entrambi: Questo è destinato a ripetersi un libro del genere, comunque sullo stesso stampo? Avete pensato a una seconda uscita?

Bolzan: Posso rigirare la domanda a questo losco figuro qui accanto a me?

Mangolini:  Guarda, stiamo lavorando a un secondo libro. L’impostazione è molto simile a quella di “Passione Nera”. Tutti i film sono raccontati e descritti dal primo all’ultimo secondo, ci saranno delle varianti che riguardano, ovviamente, l’apporto e il lavoro di Flaminia. Questa volta le pellicole saranno analizzate una per una e sarà incentrato solo esclusivamente sui film esteri quindi film americani, inglesi, francesi. Questa volta, però, premiamo un attimo di più il piede sull’acceleratore perché ci saranno delle pellicole che a livello di violenza sono proprio oltre quelle che sono raccontate in “Passione Nera”. Il titolo io l’ho già pensato ma non ve lo dico. Sarà sempre una citazione musicale relativo a un altro gruppo di Torino però qua lasciamo un po’ di mistero via.

Allora ringraziamo i nostri ospiti per la presentazione di questo magnifico libro e aspettiamo la prossima uscita!

Redazione CriminalMente



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