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pericolosità sociale

Un altro elemento importante connesso all’imputabilità è rappresentato dalla pericolosità sociale. Si utilizza questo termine quando è presente la probabilità che l’autore di un reato, anche se non imputabile, ne possa commettere altri.



La pericolosità sociale e le misure di sicurezza

L’art. 203 c.p. definisce come socialmente pericolosa la persona che ha commesso il reato anche se non imputabile o non punibile, quando è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reati. Nell’art. 133 c.p. sono indicate le circostanze da cui si desume la pericolosità sociale di una persona, circostanze che sono utilizzate dalla legge anche per la valutazione della gravità del reato e quindi ai fini della graduazione della pena, ma quando si deve esprimere un giudizio di pericolosità non si ha la possibilità di tener conto delle caratteristiche dell’ambiente in cui il soggetto si troverà ad operare.

pericolosità sociale

Una volta che un soggetto viene riconosciuto come socialmente pericoloso ne consegue l’applicazione di misure di sicurezza, prima della loro applicazione, sia al momento della loro disposizione che al momento della loro esecuzione, la pericolosità sociale deve essere accertata. Nel caso in cui da un riesame della pericolosità, questa risulti essere cessata, le misure dovranno venire trasformate o revocate. Inoltre in caso di non imputabilità o semi-infermità mentale, se il soggetto non viene ritenuto socialmente pericoloso non è sottoposto a nessuna misura di sicurezza.

La valutazione dell’imputabilità

Il giudice in sede processuale, affida l’accertamento della pericolosità sociale ad un perito, quando invece al perito viene ordinata una perizia per l’imputabilità, questo si pronuncia sulla pericolosità sociale solo se ha riscontrato nell’individuo difetti di imputabilità.

pericolosità sociale

Quindi per avere un quadro generale, le cause che escludono l’imputabilità riguardano:

  • età inferiore a 14 anni (art. 97 c.p.);
  • infermità di mente (art. 88 c.p.);
  • completa ubriachezza accidentale o incolpevole (art. 91 c.p.);
  • completa intossicazione di stupefacenti accidentale o incolpevole (art. 93 c.p.);
  • cronica intossicazione da alcol o da stupefacenti da cui derivi infermità mentale (art. 95 c.p.);
  • sordomutismo da cui derivi infermità mentale (art. 96 c.p.).

Mentre le cause che non escludono e non diminuiscono l’imputabilità sono:

  • stati emotivi o passionali (art. 90 c.p.);
  • stato di incapacità di intendere e di volere preordinato allo scopo di commettere un reato, prepararsi una scusa (art. 87 c.p.);
  • ubriachezza volontaria o colposa (art. 92 c.p.);
  • intossicazione volontaria o colposa da stupefacenti (art. 93 c.p.);
  • sordomutismo da cui non deriva alcuna infermità mentale (art. 96 c.p.).



Per quanto riguarda invece le conseguenze della valutazione sull’imputabilità:

– Persona dichiarata non imputabile per vizio totale di mente: se non è dichiarata socialmente pericolosa ne consegue l’assoluzione, se è dichiarata socialmente pericolosa sarà soggetta a misure di sicurezza;

– Persona dichiarata imputabile con vizio parziale di mente: la pena viene diminuita, se è dichiarata socialmente pericolosa verrà inserita nelle REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

 

 

Mary Sapuppo

Redazione CriminalMente



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