fbpx
Permessi premio per i non collaboratori di giustizia: sì o no? – CriminalMente
Tempo di lettura: 2 minuti

dal blog di Sociologia Forense

In data 23 ottobre 2019, la Corte costituzionale si è riunita in camera di consiglio per deliberare sulla legittimità dell’articolo 4 bis, comma 1 dell’Ordinamento penitenziario: esso stabilisce che, per i reati elencati, non debbano essere concessi permessi premio ai condannati che si siano rifiutati di diventare collaboratori di giustizia. La questione, sollevata dalla Corte di Cassazione e dal Tribunale di sorveglianza di Perugia, riguarda due ergastolani per delitti di mafia.



La Corte è stata chiara: l’articolo 4 bis, comma 1, è incostituzionale. I permessi premio saranno estesi anche ai non collaboratori di giustizia che abbiano intrapreso il percorso rieducativo e di cui sia stato dimostrato l’allontanamento dalle associazioni criminali. La pericolosità sociale del detenuto sarà dunque valutata caso per caso, con un’attenta analisi da parte di tutti gli attori istituzionali coinvolti.

Ora: si tratta di un provvedimento che può arrecare vantaggi alla società?

Probabilmente sì. In questo modo sarà innanzitutto possibile accertarsi della piena sincerità e lealtà dei collaboratori di giustizia. Se i permessi premio sono elargiti soltanto a questi ultimi, infatti, si viene a configurare un vero e proprio ricatto da parte dello Stato: il condannato non ha altra scelta se non “pentirsi” per accedere ai benefici penitenziari (fra i quali anche le visite da parte dei familiari), senza esserne davvero convinto. Il risultato? Una volta scarcerato, c’è un’elevata possibilità che egli torni a dedicarsi all’attività criminale.



Un altro aspetto positivo è la riduzione dei suicidi in carcere: dall’inizio del 2019 sono già 67. Molti di questi sono riconducibili proprio al mancato accesso ai benefici già menzionati. È soprattutto il caso dei condannati che, non ricoprendo un ruolo importante nella propria organizzazione, non dispongono di sufficienti informazioni per collaborare con la giustizia.

E, per il mondo fuori del carcere, questa modifica potrebbe aiutare a recuperare la fiducia nei collaboratori di giustizia e a dare un nuovo impulso alla lotta contro la criminalità organizzata.



Alessandra De Luca

Autrice Freelance





Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: