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prevenzione

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Prevenire significa, prima di tutto, evitare che qualcosa si verifichi. Affinché ciò possa avvenire si deve agire per migliorare e rinforzare le condizioni individuali, familiari e sociali implicate in tale compito.

L’attività di prevenzione è fondamentale e andrebbe effettuata da parte di tutti gli organi e da parte di tutte le figure professionali che si occupano di reati in generale, con un’attenzione particolare ai reati sui minori.
 Ci sono tre livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.



Prevenzione: in cosa consiste

La prevenzione primaria riguarda la pianificazione di servizi universali, rivolti a tutta la popolazione. È basata su interventi volti a promuovere il benessere e ad ampliare la conoscenza sugli argomenti in esame.
 Per tale scopo possono essere utili campagne di informazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica su possibili situazioni a rischio. Ma anche per fornire strategie per evitale o per venirne a conoscenza, e risorse e soluzioni adoperare.
 Queste iniziative possono fornire un utile supporto e allo stesso tempo permettono di promuovere il benessere.

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La prevenzione secondaria consiste in interventi più selettivi, per individuare condizioni di rischio e agire per ostacolare il decorso di una situazione di disagio. Implica l’intervento immediato nelle situazioni di crisi per impedire un aggravamento. Nell’ambito dei minori insegnanti, genitori e pediatri dovrebbero essere in grado di riconoscere situazioni a rischio; ma ciò non basta, ci si deve affidare a operatori esperti con le capacità di valutare i segnali dei bambini, con riguardo al loro benessere psicofisico.

La prevenzione terziaria avviene dove gli abusi si sono già verificati, per ridurre le conseguenze negative e per evitare che possano avvenire nuovamente. È una forma di prevenzione che contiene in sé una parte di recupero, che può essere più o meno semplice in base al tipo di abuso subito. Per esempio in casi estremi di violenza intrafamiliare l’unico modo per cercare di salvaguardare il minore è dato dall’affido, dall’adozione o dall’istituzionalizzazione.



La prevenzione sui minori

Attuare, nella pratica, interventi di prevenzione non è semplice. Il contesto familiare ed educativo deve essere il punto da cui partire per una prevenzione efficace. I genitori devono essere in grado di ascoltare i figli e i loro bisogni, fornirgli un’educazione adeguata, comprendere dubbi e paure e rispondere in modo opportuno. 
Genitori e insegnanti devono conoscere i rischi che possono correre i bambini, e agire per limitarli. È indispensabile che parlino con chiarezza, mettendoli in guardia sui pericoli ma senza generare troppa ansia o sospetto.

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Nelle scuole vengono attuati progetti specifici per insegnare agli alunni come riconoscere le condotte abusanti e come poterle denunciare.

Le Forze dell’Ordine organizzano incontri e progetti, vanno nelle scuole e nelle piazze per informare e sensibilizzare i cittadini, creano volantini e dépliant da lasciare nei comuni e in luoghi utili. Gli agenti della Polizia Postale tengono lezioni agli alunni, ma anche alla presenza di insegnanti e genitori, su argomenti come il cyberbullismo o la cyberpedofilia, sul modo piò sicuro di comportarsi nella rete, indirizzano i ragazzi verso una più sicura navigazione online.

 

Francesca Guidi

Redazione CriminalMente



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