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Rassegna stampa del 03/11/2019 – CriminalMente
Tempo di lettura: 3 minuti

Disposte nuove indagini per la morte di Alessandra Appiano

Partiamo subito con il Fatto Quotidiano, che, a pagina 15, tratta il caso di Alessandra Appiano. La donna è morta, presumibilmente, per suicidio il 3 giugno 2018, mentre era ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Raffaele-Villa Turro di Milano.

Tuttavia, il marito Nanni Delbecchi ha espresso più volte seri dubbi sulla vicenda. Inoltre, il gip è andato contro la Procura di Milano. “Il giudice di Milano Patrizia Nobile ha ordinato nuove indagini sulla morte di Alessandra Appiano. Smentendo il Pubblico Ministero che aveva chiesto di archiviare il procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo, il gap ha così accolto le istanze di Nanni Delbecchi“, scrive il quotidiano. In aggiunta, la consulenza dello psichiatra Stefano Ferracuti ha evidenziato: “La diagnosi della paziente è depressione maggiore e per questo viene curata con farmaci antidepressivi e ansiolitici. Ma le anomalie nel suo comportamento potrebbero indicare anche un disturbo bipolare, che andrebbe invece curato con stabilizzanti dell’umore“.



Geloso della moglie, 40enne spara e uccide il fratello

Il Giornale, invece, a pagina 12 riferisce alcuni fatti avvenuti in questi giorni. “‘Giù le mani da mia moglie’ Poi spara e uccide il fratello” è il titolo del primo articolo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, Rosario Saporito, 40 anni, ha ucciso il fratello Daniele, 36 anni, a seguito di una lite scatenata da motivi di gelosia.

Violenza domestica: 14enne salva la mamma e i fratelli

Sempre a pagina 12 de Il Giornale, viene riportato un avvenimento accaduto a Milano: “Botte e abusi dal compagno di mamma. A 14 anni salva i fratelli e lo denuncia“. In breve, la ragazza ha convinto la madre a denunciare le violenze subite dal compagno, facendo attivare il “Codice Rosso”.

In questo modo, in pochi giorni, è stato possibile attivare il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del maltrattante. L’uomo, infatti, è accusato di maltrattamenti, lesioni e atti sessuali nei confronti di minore.



Omicidio Sacchi: parlano i genitori

La pagina successiva de Il Giornale definisce qualche dettaglio sull’omicidio Sacchi. In particolare, vengono riferite le parole dei genitori di Luca Sacchi, i quali hanno replicato alla madre del killer: “Niente ci ridarà nostro figlio. Apprezziamo il coraggio e le parole della madre di Valerio Del Grosso, ma niente e nessuno potrà farci riabbracciare nostro figlio. Chiediamo soltanto che sia fatta giustizia“.

Più di 1000 giornalisti uccisi per aver raccontato la verità

La Repubblica, a pagina 26, descrive i dati diffusi dall’Unesco durante la Giornata Mondiale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti. Il titolo dell’articolo annuncia: “Più di mille giornalisti uccisi. E i killer restano impuniti“. Il rapporto dell’Unesco è chiaro: “Negli ultimi 12 anni, 1.109 giornalisti sono stati uccisi nel mondo per aver raccontato la verità, 44 nel solo 2019“.

La situazione è piuttosto allarmante se si pensa che “in 9 casi su 10, gli omicidi restano impuniti“. Per questo motivo, è stata lanciata la campagna “Keep Truth Alive“, per sensibilizzare la popolazione sul fenomeno.



Morte di Valentina Milluzzo, i genitori: “L’aborto l’avrebbe salvata”

Infine, il Corriere della Sera, a pagina 17, ricorda un caso avvenuto a Catania 3 anni fa: “L’aborto avrebbe salvato la vita della nostra Valentina Milluzzo. Ci dissero: siamo obiettori“.

Il 16 ottobre 2016, la ragazza è morta all’età di 32 anni, nell’Ospedale Cannizzaro di Catania, in cui si trovava ricoverata da 17 giorni a causa di complicanze legate alla gestazione. Valentina, infatti, era al quinto mese di gravidanza e stava aspettando due gemelli. “E l’accusa dei genitori, alla terza udienza contro 7 medici del Cannizzaro, è che in quel reparto non la fecero abortire, nonostante una gravissima setticemia esplosa con l’effetto di avere già spento tante ore prima il cuore di uno dei due feti“, scrive il giornalista Felice Cavallaro.

Secondo quanto riferito, il medico di turno non aveva acconsentito a far abortire la donna, affermando: “Fino a quando sento i cuoricini non posso intervenire, perchè sono obiettore“.



Ilaria Cabula

Redazione CriminalMente

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