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Riforma della prescrizione: novità e criticità - CriminalMente
riforma della prescrizione
Tempo di lettura: 2 minuti

Sta suscitando molte polemiche la riforma della prescrizione inclusa nella cd. legge Spazzacorrotti (L. n. 3 del 2019) che dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2020. Fortemente voluta dal M5s e dal ministro della Giustizia Bonafede,  la norma prevede l’interruzione della prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado di giudizio; ciò servirebbe ad evitare che i lunghi tempi processuali lascino i colpevoli impuniti. La riforma ha creato contrasti non solo tra le forze politche ma anche tra i magistrati e gli avvocati penalisti: mentre l’Associazione nazionale magistrati sembra favorevole alla nuova normativa, gli avvocati temono infatti che processi diventeranno interminabili.



La riforma in oggetto è stata inserita con un emendamento nella legge anticorruzione e dispone che il decorso dei termini di prescrizione dei reati si interrompa dopo la sentenza di primo grado di giudizio, a prescindere dal fatto che si tratti di una condanna o di un’assoluzione.

Nessuna modifica per il termine di prescrizione, il quale continuerà a decorrere dal giorno della consumazione nei casi di reato consumato e dal giorno in cui è cessata l’attività dell’agente per il reato tentato;  per quel che concerne invece il reato “continuato”, cioè i reati che pur se ripetuti più volte o diversi tra loro sono riconducibili ad un unico disegno criminoso, i termini della prescrizione partiranno dal giorno in cui è cessata la continuazione o dall’ultimo reato commesso. Stesso discorso per i reati permanenti, cioè quelli in cui l’offesa posta in essere si protrae nel tempo in forza di una condotta volontaria e persistente, come nel caso di sequestro di persona.

Riforma della prescrizione: le criticità

Le criticità sulla riforma sono state espresse negli ultimi mesi soprattutto dagli avvocati penalisti: il presidente dell’Unione delle Camere penali Gian Domenico Caiazza ha infatti dichiarato che “con la riforma Bonafede, i processi già interminabili diventeranno infiniti“. Il 30 novembre 2019 i penalisti hanno dato il via ad una settimana di proteste con l’astensione dalle udienze e una maratona oratoria a Roma, davanti alla Corte di Cassazione.



A differenza degli avvocati, l’Associazione nazionale magistrati ha espresso sostegno all’entrata in vigore della nuova legge, dopo gli iniziali dubbi del presidente Luca Poniz che aveva accennato a possibili squilibri se la riforma non fosse stata accompagnata da una serie di interventi strutturali. “L’Anm ha chiesto da sempre l’interruzione della prescrizione con la sentenza di condanna di primo grado, per restituire al processo la sua piena efficacia. Lo abbiamo proposto noi stessi anche di recente, e sul punto non abbiamo e non avremo ripensamenti“, annunciano i magistrati, sottolineando però la necessità di una riforma strutturale del processo penale.

 

Mariarita Cupersito

Autrice Freelance





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