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ti amo...da morire

Ti amo…da morire. Sono intervenute oggi tre professioniste in ambito giuridico, psicologico e criminologico. Viviana Lamarra, psicologa, psicoterapeuta, criminologa e consulente giudiziaria. La Dott.ssa Alessandra Bramante, PhD, psicologa, psicoterapeuta, criminologa clinica.



L’Avv. Caterina Biafora, Foro di Torino, penalista, consigliera presso il Comitato per le Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino. La Dott.ssa Maria Borrello, docente di Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Torino ha moderato l’incontro.

Ti amo…da morire

Tutte le relatrici fanno parte del SIFS (Società Italiana Scienze Forensi). L’argomento violenza sulle donne occupa l’opinione pubblica in maniera sempre più preponderante negli ultimi anni, è un tema che va analizzato, sostiene l’Avv. Biafora con necessarietà del contributo di più professionisti. Non si parla solo di violenza domestica, sessuale e fisica, ma anche psicologica, economica e assistita.

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Categorie queste, che troppo spesso sono lasciate da parte e non considerate. L’ISTAT ci dice che una donna su tre (poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni) ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale e che le condanne per stalking sono passate da 35 nel 2009 a ben 1601 nel 2016. Cresce anche il numero delle sentenze per violenza sessuale, da 1124 nel 2000, a 2923 nel 2016.



“Non ho sopportato mi lasciasse”

Il problema, sostiene l’Avv. Biafora, è che nella società c’è una consapevolezza non corretta della violenza, vista come perpetrata solo da sconosciuti, quando invece i dati ci dicono che la maggioranza dei reati viene commessa all’interno delle mura domestiche. Probabilmente, sostiene la Dott.ssa Borrello, questo è un modo per esternalizzare il problema e sentirlo più lontano da noi, come se il pericolo sia “al di fuori“.

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“L’amore patologico è la fusione che non permette ad un membro della coppia di esistere senza l’altro”

Fondamentale diventa quindi, afferma la Dott.ssa Bramante, insegnare una cultura di genere ai bambini fin dalla tenera età, dalle elementari, perché alle medie potrebbe già essere troppo tardi.

Giulia Puzzo 

Redazione CriminalMente



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