fbpx
Tik Tok: sospetto caso di pedofilia in Italia . Denuncia in Emilia romagna
Tik Tok

La denuncia arriva dall’Emilia Romagna e alcuni messaggi sono agghiaccianti. Non tanto per il contenuto, quanto per gli interlocutori dei messaggi: un adulto e un bambino di 9 anni. L’uomo inviava messaggi come “Ti voglio bene” e “ti voglio conoscere”.

Ma ancora più gravi sono le istruzioni fornite al bambino per eludere i controlli dei genitori: “infilati sotto le coperte quando parliamo, così nessuno ti ascolta”. E ancora, la promessa di cambiare la foto del profilo e di utilizzare quella di un bambino, in modo tale che i genitori non potessero sospettare di nulla.

La reazione dei genitori

I genitori, tuttavia, sono stati attenti e hanno verificato le attività del figlio sul noto social network Tik Tok. Quindi, hanno pensato, in primo luogo, di presentare una denuncia presso i Carabinieri della città emiliana nella quale abitano. Inoltre, si sono rivolti al Garante della Privacy, che ha richiesto, tramite Antonello Soro, maggiore chiarezza sul social cinese, ma soprattutto l’istituzione di una vigilanza che operi in tutta Europa.

Di seguito, il testo integrale della lettera, indirizzata ad Andrea Jelinek, presidentessa del Comitato europeo per la protezione dei dati personali:

“La nostra autorità ha ricevuto degli avvisi, anche da un’associazione dei consumatori, sulla vulnerabilità della sicurezza dell’applicazione per smartphone chiamata TikTok. Come saprai, questa piattaforma consente di guardare video musicali e creare clip. Si teme che queste vulnerabilità metterebbero seriamente in pericolo la sicurezza dei dati personali di molti utenti, in particolare di minori. Sappiamo bene che la commissione inglese Ico ha iniziato a indagare su Tik Tok in seguito, in particolare, alle decisioni prese dalla Federal Trade Commission negli Stati Uniti. Considerando che si tratta di una questione di interesse generale, ti preghiamo di coordinare al meglio i nostri sforzi e le nostre indagini al riguardo. Istituire, ad esempio, una task force che includa almeno quelle che hanno affrontato problemi simili può essere un’opzione. Ciò consentirebbe a tutti noi di avere un quadro più completo anche al fine di stabilire eventuali violazioni del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati. Siamo pronti a fornirti ulteriori informazioni se lo ritieni utile, anche durante la prossima riunione plenaria dell’organismo che presiedi”.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: