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white collar

I white collar crime (o criminalità dei colletti bianchi) riguardano quei reati commessi da dirigenti, professionisti e imprenditori, o, più in generale, da soggetti considerati rispettabili e di classe sociale elevata.



Questi crimini devono essere connessi all’attività lavorativa del soggetto, e solitamente riguardano la frode, l’evasione fiscale, il furto di brevetti, la bancarotta fraudolenta, l’appropriazione indebita e molti altri.

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Sutherland, il primo a occuparsi dei white collar crime

Sutherland fu il primo a studiare questo tipo di criminalità, che in passato risultava sommersa, poco indagata e non punita.

In passato, i criminologi si focalizzavano sui reati delle classi più povere, ricercando proprio in questa condizione la causa della criminalità. Sutherland nei suoi studi iniziò a includere, oltre alla delinquenza comune, anche quella compiuta da professionisti.

Le caratteristiche di questi reati riguardano il fatto che vengono commessi durante la produzione dei servizi, ovvero durante le attività dell’azienda o della società. Hanno un indice di occultamento molto elevato, poiché non sono così facilmente riconoscibili, e chi li commette non sempre viene punito. Gli autori di questo tipo di crimine hanno a disposizione molti mezzi che gli permettono di ricevere un trattamento non sempre severo.

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Inoltre, nonostante le conseguenze derivanti da un white collar crime, questi reati non vengono disprezzati o criticati allo stesso livello di quanto accade per la delinquenza comune.

L’elevato numero oscuro

Lo studio dei white collar permise anche di approfondire il concetto di numero oscuro. Questi reati oggi sono conosciuti, ne parlano i media e ci sono film e serie tv a proposito. Prima di Sutherland non era così, le persone non ne parlavano, non si indagava. Era un tipo di criminalità poco nota e poco perseguita.

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Ancora oggi, spesso, gli autori di questi reati non vengono considerati criminali ma piuttosto vengono etichettati come “disonesti”. Aggettivo che sicuramente non causa la stessa denigrazione o disprezzo sociale come il termine “criminale” o “delinquente”, utilizzato per la criminalità comune.

 

Francesca Guidi

Redazione CriminalMente



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